Tra le prelibatezze che la cucina tradizionale romagnola offre c’è il celebre Latteruolo. Di origine antica, questo dolce a base di latte e farina, non può mancare
sulle tavole di tutti i romagnoli.
Conosciuto anche come Casadello, il Latteruolo, nel corso della storia ha visto il variare della ricetta originale e anche del periodo in cui tradizionalmente veniva
preparato e servito.
Scopriamo insieme la storia e la ricetta di uno dei dolci più noti della tradizione romagnola: il Latteruolo.
Storia e tradizione del Latteruolo
Il Latteruolo ha una lunga storia, che colloca la sua nascita nel Medioevo. A quel tempo era usanza da parte dei contadini regalare questo dolce al padrone, in
occasione della festa del Corpus Domini.
Con lo scemare di questa tradizione, dovuta sia alla fine della mezzadria che allo scemare della ricorrenza del Corpus Domini, è cambiata anche la ricetta e il periodo
di produzione del Latteruolo.
Proprio in occasione Corpus Domini, il Latteruolo veniva preparato e regalato ma, essendo questa una festa “mobile”, nel 1977 si decise di toglierle valore civile e, di
conseguenza, si perse anche l’abitudine di celebrare questa ricorrenza con regolarità.
Celebrata ogni giovedì successivo alla solennità della Santissima Trinità, il Corpus Domini viene, però, ancora celebrato in alcune località italiane e, anche se non è
tradizionalmente preparato in questa occasione, il Latteruolo è rimasto un dolce importantissimo della tradizione romagnola grazie anche all’intervento di Pellegrino
Artusi.
L’antica ricetta di Pellegrino Artusi
Il celebre gastronomo e autore de La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, Pellegrino Artusi, ha inserito proprio nel noto scritto, la ricetta del Latteruolo
(Latarol), collocandola al numero 649.
Qui l’Artusi spiega che tradizionalmente il Latteruolo veniva preparato con: un litro di latte, 100 grammi di zucchero, 8 tuorli d’uovo, 2 albumi, aromi di vaniglia o
coriandoli.
Dopo aver fatto cuocere per almeno un’ora il latte con lo zucchero, si aggiungevano gli aromi (coriandoli o vaniglia) assicurandosi poi di rompere la “tela del latte” di tanto in tanto. Mescolando poi il latte cotto con le uova frullate, il composto veniva versato sulla pasta matta precedentemente sistemata su una teglia. Ricoprendo poi la teglia con della carta unta di burro, si sarebbe evitato di bruciare la parte superiore del dolce, che doveva essere cotta a fuoco lento sopra e sotto.
Una volta sfornato il dolce e aspettato il giusto tempo affinché questo si fosse raffreddato, si sarebbe proceduto al taglio e al servizio che, si ricorda, tradizione volesse fosse un regalo da parte dei contadini al padrone.
La ricetta del Latteruolo
Al giorno d’oggi il Latteruolo, o Casadello, può essere descritto come una sorta di latte alla portoghese contenuto in uno scrigno di pasta matta.
Cominciando proprio dalla pasta matta, gli ingredienti utilizzati, considerati per una Latteruolo di medie dimensioni, sono:
Farina debole – 250 gr
Latte – 4 o 5 cucchiai
Burro – 60 gr
Zucchero – 2 cucchiai
Sale – un pizzico
Scorza di limone – a piacere
Un aspetto interessante della pasta matta è che viene considerata la prima “teglia usa e getta” della storia, perché il suo diventare particolarmente rigida dopo il raffreddamento del dolce, permetteva di tirarla fuori dalla teglia utilizzata ed essere trasportata direttamente senza il sostegno di nessun piatto da portata.
Per la farcia del Latteruolo, vengono invece utilizzati:
Latte intero – 750 ml
Burro – 90 gr
Tuorli d’uovo – 3
Uova – 2
Bacca di vaniglia
La pasta matta va preparata sciogliendo il burro e unendolo a tutti gli altri ingredienti. Dopo aver impastato, aggiungendo gradualmente il latte affinchè la pasta diventi abbastanza soda, formare un composto omogeneo a forma sferica, coprirlo con pellicola, da tenere a temperatura ambiente. La pasta matta verrà poi stesa al mattarello e sistemata sulla teglia scelta, adeguatamente foderata.
Per la crema, invece, si impiegherà più tempo.
Il procedimento è il seguente:
Cuocere per almeno un’ora il latte con la vaniglia a fuoco lento, togliendo
sporadicamente il velo che si crea sopra il liquido;
Aggiungere lo zucchero e, dopo circa 10 minuti, spegnere il fuoco;
Mescolare con la frusta i tuorli con le uova intere e unire il latte, filtrandolo
adeguatamente;
Mescolare il tutto insieme ed infine riporlo sulla pasta matta;
Cuocere in forno statico preriscaldato a 180°C per 10 minuti, e continuare poi
a temperatura 160-170°C per 75 minuti;
Una volta sfornato il Latteruolo, si dovrà lasciar riposare e raffreddare per
poi conservarlo in frigo per almeno 4 o 5 ore.
La ricetta, soprattutto l’uso delle uova, può variare in base alla zona presa in considerazione e anche a come la ricetta originale sia stata o meno tramandata.
Il Latteruolo, Latarol, o Casadello, è uno dei dolci che più rispecchia la tradizione culinaria romagnola. Se stai pensando di visitare o trascorrere le tue vacanze in Romagna, il Latteruolo è una di quelle prelibatezze della cucina tradizionale che non potrai non provare e amare.
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