Il tradizionale ballo romagnolo, il “Liscio”

State trascorrendo le vostre vacanze in Romagna e udite udite ” Romagna mia, romagna in fiore, tu sei la stella tu sei l’amore… “.

E’ impossibile non sentire questa melodia almeno una volta durante il vostro soggiorno qui in Romagna!  Il ballo liscio che ha fatto scatenare generazioni di romagnoli e che è entrato a far parte dell’identità di questa terra.

Questa musica da ballo romagnola è conosciuta come “Liscio” e nasce in Romagna a fine ‘800 grazie al violinista romagnolo Carlo Brighi detto Zaclèn (anatroccolo). Mentre “lo Strauss della Romagna” Secondo Casadei (1906-1971) ne è stato il portavoce ufficiale grazie anche al suo conosciutissimo brano “Romagna mia”.

Il ballo folk romagnolo è un genere popolare, solare e comprende tre danze: valzer, mazurca e polka, anche se questi tre balli non sono di origine italiana vengono però adottati come “balli romagnoli” perché le variazioni con cui si eseguono queste musiche sono puramente romagnole.

Dal punto di vista strumentale, il liscio romagnolo è suonato da un’orchestra di solisti che comprende il clarinetto in do e il sassofono accompagnati da basso, chitarra e batteria. Nel corso degli anni, agli strumenti sono stati aggiunti i cantanti che durante le esibizioni scaldano l’atmosfera nelle sale da ballo.

Ancora oggi la famiglia Casadei contribuisce alla diffusione della musica folk tradizionale della Romagna grazie al lavoro dei suoi membri, come la figlia Riccarda e il nipote Raoul Casadei. Entrambi partecipano alla Notte del Liscio , una rassegna di eventi con concerti dal vivo e balli che si tiene a giugno in varie località della Riviera romagnola.

Un classico, gli Spaghetti al Purazi (vongole).

E’ il piatto che in tavola in Romagna non manca mai…

«Purazi… doni!» (Vongole… donne!) era il grido dei pescivendoli che a piedi, in bicicletta, o in tempi più recenti col furgoncino, vendevano le vongole di strada in strada.

La ricetta degli spaghetti alle vongole è molto semplice negli ingredienti ma per realizzarla a regola d’arte occorre seguire qualche piccolo accorgimento.

Il segreto per renderli cremosi? La mantecatura finale, realizzata con acqua di cottura

Ingredienti…

  • 400 g di spaghetti
  • 800 g di vongole veraci
  • 5 cucchiaiolio extravergine d’oliva
  • 2 spicchiaglio
  • 1 peperoncino piccante
  • q.b.sale grosso
  • 1 ciuffo di prezzemolo

Preparazione

Per preparare gli spaghetti alle vongole iniziate facendo spurgare le vongole per un paio d’ore in abbondante acqua in cui avrete sciolto un cucchiaino di sale. Sciacquatele accuratamente e mettetele in un tegame senza alcun condimento che coprirete con un coperchio che deve chiudere perfettamente il tegame.

Accendete il fuoco a media intensità e lasciate cuocere per 5-10 minuti. Appena le vongole si saranno aperte e toglietelo dal fuoco.

Scolatele con un mestolo forato e tenetele da parte. Filtrate il liquido che si è formato facendolo passare attraverso un colino a maglie strette, in modo da eliminare eventuali impurità.

Passate quindi alla preparazione della pasta con le vongole: mettete sul fuoco abbondante acqua per la pasta e quando bolle salatela. In un’ampia padella fate soffriggere l’aglio sbucciato e il peperoncino tritato nell’olio.

Aggiungete quindi le vongole e fatele saltare per circa mezzo minuto a fiamma medio.

Aggiungete quindi il liquido delle vongole stesse e continuate a cuocere per un minuto circa. Completate con il prezzemolo tritato.

Immergiti nell’incantevole mondo della Casa delle Farfalle!

La bellissima farfalla è simbolo di una delle principali attrazioni cervesi, la Casa delle Farfalle di Milano Marittima, una grande serra climatizzata di oltre 500 mq che ospita il volo colorato di centinaia di farfalle tropicali.

La struttura della “Casa delle Farfalle” è incentrata soprattutto su due padiglioni ed in particolare la serra che ospita una grande varietà di farfalle tropicali. All’interno della serra è stato riprodotto il classico clima tropicale delle foreste pluviali, l’ambiente dove vivono le farfalle, con una temperatura che oscilla tra i 28 e i 30 gradi e un’umidità che si aggira attorno al 65-70%.

La serra ospita farfalle tipiche delle regioni tropicali di Africa, Asia, Americhe ed Australia. All’interno della serra, le farfalle compiono l’intero ciclo di vita, nascendo dalle crisalidi all’interno di due nursery.

Attraversando il percorso è facile osservarle da vicino, posate sui fiori o sulle foglie di piante come ficus e banani.

Accanto alla serra, nel 2006, è stata realizzata anche “La Casa degli Insetti”, un padiglione dedicato al mondo degli Insetti: api, locuste, coleotteri e altri singolari insetti da tutto il mondo, accolgono il visitatore e lo guidano alla scoperta dell’universo degli Invertebrati.

Parco Avventura di San Marino, il divertimento è assicurato!

Trascorri le tue vacanze in Romagna e hai voglia di passare una giornata diversa? Magari immerso nel bosco insieme alla tua famiglia?

Il Parco Avventura San Marino Adventures è quello che fa per te, situato nella pineta di Monte Cerreto, a 4 minuti dal centro di San Marino, ed a 20 minuti da Rimini. Divertimento e adrenalina assicurati per bambini, ragazzi e adulti.

Un fantastico parco a tema dove potrete cimentarvi in 30 emozionanti percorsi sospesi sugli alberi da altezza terra fino a oltre 30 metri! Mettetevi alla prova e siate protagonisti della vostra avventura tra alberi, ponti tibetani, reti passerelle, teleferiche, tunnel e tanti altri passaggi mozzafiato da fare e rifare in totale sicurezza.

Nel Parco ci sono 15 percorsi per bambini, a partire da 2 anni, studiati per stimolare le capacità motorie (coordinazione, equilibrio, agilità, etc.), e percettive (attenzione, concentrazione, memorizzazione); gioco, divertimento, avventura e natura si uniscono, permettendo al bambino/ ragazzo di socializzare, e di misurarsi con se stesso e con gli altri. 

Altrettanti sono i percorsi per ragazzi e adulti, presente anche un’area playground per i più piccini, 1 meraviglioso percorso paramilitare a terra che riproduce immerso nel bosco l’addestramento dei marines e dove sfidarsi in emozionanti battaglie, 1 parete d’arrampicata di 10 mt con scuola di roccia CLIFFANGER per mettere alla prova anche le doti dei più atletici, l’adrenalinico bunjee jumping da 30 metri, la teleferica lunga 280 metri!

L’ultima novità del parco è la nuovissima Adrenaline Bike unica in Italia con una lunga pedalata di 70 mt sospesi a 15 metri d’altezza!

L’Isola delle Rose, un’isola artificiale al largo di Rimini

Quanti di voi conoscono la storia di questa piattaforma?

Un’ingegnere bolognese, Giorgio Rosa, il 1 maggio 1968 fa nascre il mito dell’Isola delle Rose.

Dichiara come Stato Indipendente una piattaforma costruita al largo delle acqua italiane: una struttura di 5 piani da organizzare con bar, negozi, attività commerciali e camere d’hotel che fosse un’attrazione turistica per le migliaia di persone che ogni giorno affollavano le spiagge della Riviera Romagnola.

Ma tutto questo non fu così semplice. Infatti la sua idea scaturì subito il mal contento della burocrazia italiana, tanto che la Capitaneria di Porto di Rimini provò a bloccare i lavori perché la costruzione non rispettava i progetti forniti in fase di richiesta di permessi.

Rosa proseguì comunque nella costruzione fuori dalle acque territoriali e qualche complottista iniziò a vociferare che la piattaforma aveva l’obiettivo di ospitare missili russi oppure trasformarsi in un luogo di perdizione simile a Las Vegas, dove venivano proposti spettacoli con donne nude, spogliarelli e prostituzione.

L’Isola delle Rose è su tutte le stampate giornalistiche e curiosi numerosi turisti partivano dalle coste vicine per andare al largo solo a guardare da vicino l’isola.

Nonostante tutto dopo dopo mesi di battaglie legali – l’11 e il 13 Febbraio 1969 viene abbattuta con l’utilizzo di 2 tonnellate di esplosivo.

Non si sa quali fossero le idee dell’ingegnere Rosa, ma il sogno di un’isola felice in mezzo al mare svanì!

Una storia che ha solleticato l’interesse di cronisti e scrittori di mezza Europa e che oggi viene proposta su Netflix nel film “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose” diretto da Sydney Sibilla con Elio Germano nei panni dell’Ingegnere Giorgio Rosa, visionario protagonista della vicenda.

Divertimento in Romagna, Mirabilandia…

Non solo spiaggia, escursioni nell’entroterra ma anche tanto divertimento sparso lungo tutta la costa!

Potrete spaziare da parchi acquatici, parchi tematici ed istruttivi e parchi adrenalici di puro divertimento. In famiglia, con gruppi di amici o in coppia i parchi sono perfetti per ogni occasione.

Vi facciamo conoscere Mirabilandia, il grande parco divertimenti alle porte di Ravenna. La struttura comprende due aree, il parco a tema che conta oltre 45 attrazioni, giostre e spettacoli di vario genere e per tutte le età e Mirabeach un parco acquatico attrezzato con scivoli adrenalinici, giochi d’acqua per i bambini, piscine di acqua cristallina e spiagge di sabbia bianchissima.

Tra le attrazioni di Mirabilandia più famose ed amate troviamo il Katun, l’inverted coaster più lungo d’Europa, iSpeed, il roller coaster a lancio magnetico più alto e veloce d’Italia e Divertical, il più alto water coaster del mondo!

Le attrazioni apprezzate da tutta la famiglia si trovano a Far West Valley, l’area tematica dedicata al mondo del far west, Dinoland, l’area a tema dedicata al regno dei dinosauri. E ancora il percorso con gommoni Rio Bravo, le attrazioni acquatiche El Dorado Falls e Autosplash, la dark ride interattiva Reset, i family coaster Gold Digger e Master Thai.

Ma le sorprese non finiscono qui… continuate a seguirci per scoprire insieme a noi i Parchi della Romagna alcuni li conoscerete già ma siamo certi che altri vi stupiranno!

Tradizioni Romagnole, le “Tele Stampate”

Un’antichissima tradizione di tecnica di stampa dei nostri artigiani romagnoli tramandata nel tempo.

Un tempo le tele stampate si usavano in abitazioni modeste, utilizzate non solo come gualdrappa dei buoi ma anche per abbellire la casa con coperte, asciugamani, grembiuli, cuscini, trapunte, tende e tovaglie, soluzioni ancora oggi molto richieste.

Le antiche misture di colori , un segreto tramandato da generazioni, conferiscono al prodotto una capacità unica di resistere al tempo, all’usura e ai continui lavaggi, mantenendo inalterata bellezza e lucentezza della decorazione.

Ogni artigiano mantiene una sorta di esclusiva sulla formula completa, sulla quantità dell’uno o dell’altro componente.

Vengono chiamate stampe a ruggine perchè l‘ingrediente principale è il ferro dolce, precedentemente ossidato e trattato con puro aceto di vino e acido nitrico per ricavarne la ruggine.

Viene aggiunto poi acetato di piombo e solfato di ferro. Gli ingredienti vengono legati fra loro tramite la farina bianca di frumento che servirà per la consistenza collosa alla pasta colorante.

Gli stampi-matrici vengono per lo più creati all’interno di ogni stamperia. In genere il materiale utilizzato è il legno di pero, dal dolce intaglio e resistente ai colpi del mazzuolo. Gli stampi sono intagliati con scalpelli e sgorbie: viene asportata una profondità di circa 5-7 millimetri.

I laboratori di tele stampate “a ruggine” si trovano a Cesenatico, a Gambettola che è anche un paradiso per i collezionisti di ferro vecchio, a Santarcangelo e a Rimini.

La regina della casa in Romagna, l’Azdora!

Quando vediamo un matterello è sempre lei che ci torna alla mente.

L’artefice di tutti i gustosi piatti che arrivano sulle nostre tavole è lei da sempre, l’Azdora. Tutti la immaginiamo come una vecchietta col foulard o un fazzoletto sulla testa per raccogliere i capelli, dal viso rubicondo e sporca di farina. Ma naturalmente non è sempre così.

Azdora significa reggitrice, massaia, colei che presiede al governo della casa. La parola “reggitrice” richiama proprio questa funzione di sostegno.
L’uso comune voleva che l’Arzdor e l’Arzdora prendessero il nome dal loro impiego in famiglia. Parliamo di famiglia tradizionale.

Chi si occupava degli affari di casa e teneva il denaro era l’Azdor il capofamiglia.

Poi c’era l’Azdora, la moglie del capofamiglia che doveva “accudire alla casa, preparare il vitto, attendere a tutti i lavori domestici necessari”. Era suo compito “provvedere al mantenimento del pollame e dei maiali”.

L’Arzdora andava al mercato con pollame, uova, formaggio, ed altro. Col ricavato di questi commerci comprava olio, sale, e quanto poteva servire alla famiglia.

Lei sovrintendeva a tutti i lavori domestici, alla custodia degli animali da cortile e sotto di lei si dipanava la giornata delle donne di casa – figlie e nuore – tra fare la sfoglia, cucinare, fare il bucato, sorvegliare ed alimentare gli animali da cortile, portare al pascolo pecore e maiali, lavorare al telaio, tener pulita la casa ed accudire i bambini.

Da lei dipendeva l’andamento della casa e l’armonia familiare.

Ad oggi la figura dell’Azdora si è rivoluzionata e noi tutti la riconosciamo in donne che svolgono mansioni importanti come nelle tante donne che gestiscono alberghi, ristoranti, aziende agricole, commerciali ed artigianali. Spesso lo fanno con quella capacità ed autorevolezza tipiche della mitica Signora di Romagna.

E “Bustreng”

Un vero e proprio svuota credenza, il Bustrengo è un dolce tipico Romagnolo che può contenere tantissimi ingredienti.

L’origine del bustrengo è poco chiara, così come incerta è l’origine del nome, che in dialetto si pronuncia bustreng e che sembrerebbe essere riconducibile ai barbari e all’epoca in cui invasero l’Emilia Romagna.

Non ne esiste una vera e propria ricetta, ma solamente una preparazione base indicativa, da modificare a piacere in base ai gusti. Gli ingredienti sono conosciuti solo in parte (circa 20 su 32) e la ricetta viene tenuta gelosamente segreta, lasciando alle massaie la possibilità di prepararla in tanti modi. Risultano di uso comune l’uso della farina bianca e gialla e della frutta secca (mandorle, fichi, noci) ma sappiamo che si utilizzano anche miele, scorza di limone, arance, uvetta, latte, uova, burro e vino.

Questo dolce viene celebrato nella sagra della seconda domenica di maggio nella città di Borghi, un paesino situato sulle colline del cesenate.

Noi ve ne lasciamo una versione ma sbizzarritevi a vostro piacimento e in base a quello che la vostra dispensa vi offre 🙂

Ingredienti:

  • 100 gr. di farina gialla
  • 200 gr. di farina bianca
  • 100 gr. di pangrattato
  • 200 gr. di zucchero oppure miele
  • 3 uova
  • mezzo litro di latte
  • 100 gr. di uva passa
  • 100 gr. di fichi secchi fatti a pezzetti
  • 1 scorza di limone
  • 1 scorza d’arancio
  • mezzo kg. di mele sbucciate e fatte a pezzetti
  • mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva
  • 1 cucchiaino di sale

Impastate le farine, il pangrattato, le uova intere, l’olio, il sale, amalgamando con il latte. Aggiungere poi mele, fichi secchi e uvetta poi grattugiate le scorze degli agrumi. Ungete una teglia da forno con olio, versatevi il composto e ponete in forno a 160-170 gradi per circa 50-60 minuti.

Borgo San Giuliano, una cartolina da Rimini

Piccole via di pietra che si snodano lungo tutto il borgo, stradine e piazzette tipiche dell’antica edilizia popolare con casette perfettamente ristrutturate.

Il borgo è nato intorno all’anno Mille ed era l’antico quartiere dei pescatori. Tra i vicoli e le casette del Borgo è possibile ammirare anche variopinti Murales eseguiti da pittori riminesi.

I Murales iniziarono ad essere dipinti dal 1980 e rappresentano personaggi che hanno fatto la storia dei vicoli, antichi mestieri e paesaggi di mare e tanti altri che rappresentano i film e la vita del Maestro Federico Fellini. Il regista riminese amava tantissimo il borgo e i borghigiani tanto da trarne ispirazione per molti personaggi che poi sono finiti al cinema.

Il Borgo di San Giuliano è il luogo adatto per una passeggiata rilassante fra i suoi vicoli ma non solo qui è possibile assaporare  i sapori tipici della cucina romagnola, proprio a due passi dal Ponte di Tiberio l’antichissimo attraversamento romano che collega il Centro storico di Rimini al vecchio borgo di pescatori.

Negli ultimi anni il borgo è diventato un vero e proprio punto d’incontro valorizzato dalla riqualificazione dell’invaso: la suggestiva Piazza sull’ Acqua e i passaggi pedonali  sulla passerella che collega le sponde.