La storia di Romagna Mia a 67 anni dalla sua prima incisione

Romagna Mia, al pari di O’ sole mio, cantato dalle Alpi alla Sicilia, anche se con accenti differenti, è un vero e proprio inno nazionale.

Nonostante i suoi 67 anni dalla prima incisione, Romagna Mia sembra non sentire il peso dell’età, e ancora oggi è cantata e ballata dentro e fuori dalle balere di tutta Italia.

Sull’origine di questa canzone, divenuta nel tempo simbolo della Romagna, della sua gente e della sua ospitalità, ci sono però fonti contrastanti.

La versione originale racconta che il brano, scritto da Casadei sia stato inizialmente scartato registrato solo in seguito a causa dell’assenza di una canzone durante la registrazione di un Lp. Il brano originale – inizialmente intitolato Casetta Mia – fu modificato in “Romagna Mia” dietro suggerimento del maestro Dino Olivieri.

Ma a Verucchio, danno versione diversa della nascita di quella hit tutta italiana, e la vogliono scritta da Giuseppe Nanni, maestro, letterato ed educatore verucchiese. 

Giuseppe Nanni incontrò secondo Casadei proprio a Verucchio alla trattoria ‘Da Rodriguez’, e lì nacque l’amicizia con il maestro. Nanni avrebbe così confezionato allo Strauss della Romagna il testo di “Casetta mia” e in seguito Casadei compose la musica per adattarla meglio alle sue esigenze, e modificò, oltre al titolo, anche parte del testo.La nuova versione non piacque a Nanni, che si preoccupò che la sua firma non fosse legata ad un testo che a suo parere Casadei aveva reso troppo semplice. 

«In casa si parlava spesso della vicenda, di quei versi musicati e poi modificati da Casadei», racconta la nipote Angela Micheli, affermata scultrice riminese. E anche il nipote omonimo del Nanni, avvocato milanese, conserva una lettera: un comune amico scrive a Nanni di non preoccuparsi, perché Casadei gli ha assicurato che suonerà Romagna Mia solo in una occasione e per beneficenza. La lettera è datata 1927. «Me l’hanno semplificata, diceva mio nonno – rivela il nipote Giuseppe – , il quale ‘regalò’ il testo a Casadei. La sua volontà è stata rispettata». Nanni non è più stato associato a quel testo, la ‘Casetta’ si è definitivamente trasformata in ‘Romagna’ ed è diventata un inno e una delle canzoni italiane più suonate al mondo.

Mountain Bike o bici da strada? Qualsiasi scelta tu faccia la Romagna è il posto giusto per te!

La Romagna è la terra giusta per chi ama pedalare. Non a caso sul nostro bel territorio ci sono circa 3503 km da percorrere con la bici e 68 percorsi diversi.

I percorsi sono davvero tanti, molti si affacciano sul mare, altri si avventurano dentro oasi naturali, alcuni presentano salite impegnative, altri propongono facili e dolci colline.

La Romagna si può quindi scoprire anche in bicicletta, in sella ad un modello da corsa o ad  una MTB con tutta la famiglia.

Pedalare in Romagna significa scoprire una terra di campioni e andare alla ricerca di peculiarità gastronomiche uniche nel suo genere. Perché una cosa importante va detta: pedalare in Romagna è molto più che andare in bicicletta.

E fra le migliori destinazioni per i ciclisti c’è proprio Bellaria Igea Marina, e per chi arriva da nord, la Riviera inizia proprio  da qui. La storia di Bellaria è conosciuta: da villaggio di pescatori si è trasformato in una moderna località balneare dove è impossibile annoiarsi e i percorsi da scoprire in bicicletta sono tantissimi.

Se hai una bici da corsa, dal mare alle colline è un attimo! Due mondi apparentemente distanti, ma facili da collegare con qualche chilometro di riscaldamento in bici. Mentre l’azzurro del mare si allontana è facile arrivare nel cuore della storia e immergersi nelle dimore e nei borghi dei Malatesta… ma anche fermarsi per delle degustazioni tipiche nei numerosi mulini e frantoi che circondano questo territorio.

Se invece ami la MTB a Bellaria Igea Marina trovi i percorsi giusti per te. Ad esempio seguendo gli argini del fiume Uso per circa 8 km arrivi fino a San Mauro Pascoli, e puoi proseguire verso Santarcangelo di Romagna. Se non sei stanco lungo la ciclabile sterrata del Marecchia puoi attraversare tanti paesini pittoreschi e raggiungere Novafeltria, patria del formaggio di “Fossa” insieme a Sogliano sul Rubicone, e tornare verso il mare attraversando Savignano sul Rubicone.

Non sei ancora stanco? 

Allora la Mini 9 Colli è la Granfondo che fa per te! 135 km con un dislivello di 2.600 m, con una salita – la salita del Barbotto –  breve ma intensa, adatta a veri scalatori!

Un’ultima cosa, ma non per importanza! In Romagna si pedala tutto l’anno, perché ogni stagione ha le sue caratteristiche e peculiarità. 

Non ti resta che scoprirle!

A Rimini un Museo “diffuso” dedicato al genio di Federico Fellini

Il 19 agosto di quest’anno ha inaugurato a Rimini il Museo Fellini, e forse questa celebrazione può risultare “ovvia” o “scontata”.

In realtà Federico Felllini, che nacque a Rimini nel 1920, ebbe sempre un rapporto di amore profondo per la sua città che spesso non veniva ricambiato.

Dopo le celebrazioni dell’anno scorso per i 100 anni della nascita del grande Maestro, e la trasformazione del centro storico di Rimini, finalmente il progetto museale dedicato al grande genio di Federico Fellini ha preso una forma.

Castel Sismondo, Palazzo del Fulgor e Piazza Malatesta diventano un Museo diffuso, uno spazio di creatività che celebra la visione felliniana della vita e dell’arte, in in dialogo permanente tra innovazione e tradizione.

Il Museo Fellini non intende celebrare il cinema del regista come opera conclusa o come omaggio alla memoria. Vuole piuttosto esaltare tutta l’eredità culturale ed artistica che il maestro ci ha lasciato. Un’eredità che parla di cinema, ma non solo, di linguaggio, di personaggi, di storia, di arte che si rinnova e che non ha mai fine.

I tre cardini del Museo dialogo costantemente fra loro e con le persone che accolgono.

A Castel Sismondo, all’interno delle sale del ‘400 e all’esterno della Rocca, è possibile vedere le installazioni che ricordano il Maestro. Il Palazzo del Fulgor ospita al piano terra il famoso cinema  immortalato in Amarcord, mentre l’intera Piazza Malatesta, è stata ristrutturata e aperta con porzioni di verde, arene per spettacoli, installazioni artistiche, un immenso velo d’acqua a rievocare l’antico fossato del castello e una grande panca circolare che, come nel finale di 8½, vuole essere un inno alla vita, alla solidarietà, alla voglia di stare assieme.

Se sei in vacanza a Rimini, una tappa in centro al Museo diffuso, non può mancare!

La tradizionale vendemmia in Romagna

Un tempo, quando la vinazione era quasi un rito nelle aie dei contadini, si cercava di non vendemmiare quando soffiava il libeccio e quando l’uva era bagnata.

Una volta, se la stagione andava bene, si era in pieno raccolto solo alla metà del mese d’ottobre. Durante la vendemmia una leggera nebbiolina stemperava i contorni e la campagna si riempiva di suoni, di richiami e anche di provocatorie canzonette.

Ogni famiglia possiede riti e tradizioni tramandete nel tempo di generazione in generazione. Dalla raccolta dell’uva dopo un’intero anno di lavoro in vigna, fino alla cantina dove si conclude il ciclo con la vinificazione e l’affinamento.

Questi momenti sono ancora oggi giornate intense che raggruppano amici e appassionati di vino che dopo una giornata trascorsa a lavorare in mezzo ai filari si riuniscono intorno a tavola per celebrare questo rituale con ottimo vino e specialità legate alla tradizione.

La tradizione vuole che durante il periodo di vendemmia i contadini erano soliti preparare due antiche ricette romagnole,  la ‘saba’ e il ‘savor’.

La Saba è il mosto d’uva di vino Sangiovese cotto. Uno sciroppo, chiamato anche miele d’uva per la sua consistenza ed il suo colore ambrato simile al miele d’api.

Dalla preparazione della Saba si parte per fare anche il Savor: una sorta di composta molto profumata per l’aggiunta di frutta dal colore scuro intenso. Viene usato come ripieno per buonissimi tortelli dolci.

Il tradizionale ballo romagnolo, il “Liscio”

State trascorrendo le vostre vacanze in Romagna e udite udite ” Romagna mia, romagna in fiore, tu sei la stella tu sei l’amore… “.

E’ impossibile non sentire questa melodia almeno una volta durante il vostro soggiorno qui in Romagna!  Il ballo liscio che ha fatto scatenare generazioni di romagnoli e che è entrato a far parte dell’identità di questa terra.

Questa musica da ballo romagnola è conosciuta come “Liscio” e nasce in Romagna a fine ‘800 grazie al violinista romagnolo Carlo Brighi detto Zaclèn (anatroccolo). Mentre “lo Strauss della Romagna” Secondo Casadei (1906-1971) ne è stato il portavoce ufficiale grazie anche al suo conosciutissimo brano “Romagna mia”.

Il ballo folk romagnolo è un genere popolare, solare e comprende tre danze: valzer, mazurca e polka, anche se questi tre balli non sono di origine italiana vengono però adottati come “balli romagnoli” perché le variazioni con cui si eseguono queste musiche sono puramente romagnole.

Dal punto di vista strumentale, il liscio romagnolo è suonato da un’orchestra di solisti che comprende il clarinetto in do e il sassofono accompagnati da basso, chitarra e batteria. Nel corso degli anni, agli strumenti sono stati aggiunti i cantanti che durante le esibizioni scaldano l’atmosfera nelle sale da ballo.

Ancora oggi la famiglia Casadei contribuisce alla diffusione della musica folk tradizionale della Romagna grazie al lavoro dei suoi membri, come la figlia Riccarda e il nipote Raoul Casadei. Entrambi partecipano alla Notte del Liscio , una rassegna di eventi con concerti dal vivo e balli che si tiene a giugno in varie località della Riviera romagnola.

Un classico, gli Spaghetti al Purazi (vongole).

E’ il piatto che in tavola in Romagna non manca mai…

«Purazi… doni!» (Vongole… donne!) era il grido dei pescivendoli che a piedi, in bicicletta, o in tempi più recenti col furgoncino, vendevano le vongole di strada in strada.

La ricetta degli spaghetti alle vongole è molto semplice negli ingredienti ma per realizzarla a regola d’arte occorre seguire qualche piccolo accorgimento.

Il segreto per renderli cremosi? La mantecatura finale, realizzata con acqua di cottura

Ingredienti…

  • 400 g di spaghetti
  • 800 g di vongole veraci
  • 5 cucchiaiolio extravergine d’oliva
  • 2 spicchiaglio
  • 1 peperoncino piccante
  • q.b.sale grosso
  • 1 ciuffo di prezzemolo

Preparazione

Per preparare gli spaghetti alle vongole iniziate facendo spurgare le vongole per un paio d’ore in abbondante acqua in cui avrete sciolto un cucchiaino di sale. Sciacquatele accuratamente e mettetele in un tegame senza alcun condimento che coprirete con un coperchio che deve chiudere perfettamente il tegame.

Accendete il fuoco a media intensità e lasciate cuocere per 5-10 minuti. Appena le vongole si saranno aperte e toglietelo dal fuoco.

Scolatele con un mestolo forato e tenetele da parte. Filtrate il liquido che si è formato facendolo passare attraverso un colino a maglie strette, in modo da eliminare eventuali impurità.

Passate quindi alla preparazione della pasta con le vongole: mettete sul fuoco abbondante acqua per la pasta e quando bolle salatela. In un’ampia padella fate soffriggere l’aglio sbucciato e il peperoncino tritato nell’olio.

Aggiungete quindi le vongole e fatele saltare per circa mezzo minuto a fiamma medio.

Aggiungete quindi il liquido delle vongole stesse e continuate a cuocere per un minuto circa. Completate con il prezzemolo tritato.

Immergiti nell’incantevole mondo della Casa delle Farfalle!

La bellissima farfalla è simbolo di una delle principali attrazioni cervesi, la Casa delle Farfalle di Milano Marittima, una grande serra climatizzata di oltre 500 mq che ospita il volo colorato di centinaia di farfalle tropicali.

La struttura della “Casa delle Farfalle” è incentrata soprattutto su due padiglioni ed in particolare la serra che ospita una grande varietà di farfalle tropicali. All’interno della serra è stato riprodotto il classico clima tropicale delle foreste pluviali, l’ambiente dove vivono le farfalle, con una temperatura che oscilla tra i 28 e i 30 gradi e un’umidità che si aggira attorno al 65-70%.

La serra ospita farfalle tipiche delle regioni tropicali di Africa, Asia, Americhe ed Australia. All’interno della serra, le farfalle compiono l’intero ciclo di vita, nascendo dalle crisalidi all’interno di due nursery.

Attraversando il percorso è facile osservarle da vicino, posate sui fiori o sulle foglie di piante come ficus e banani.

Accanto alla serra, nel 2006, è stata realizzata anche “La Casa degli Insetti”, un padiglione dedicato al mondo degli Insetti: api, locuste, coleotteri e altri singolari insetti da tutto il mondo, accolgono il visitatore e lo guidano alla scoperta dell’universo degli Invertebrati.

Parco Avventura di San Marino, il divertimento è assicurato!

Trascorri le tue vacanze in Romagna e hai voglia di passare una giornata diversa? Magari immerso nel bosco insieme alla tua famiglia?

Il Parco Avventura San Marino Adventures è quello che fa per te, situato nella pineta di Monte Cerreto, a 4 minuti dal centro di San Marino, ed a 20 minuti da Rimini. Divertimento e adrenalina assicurati per bambini, ragazzi e adulti.

Un fantastico parco a tema dove potrete cimentarvi in 30 emozionanti percorsi sospesi sugli alberi da altezza terra fino a oltre 30 metri! Mettetevi alla prova e siate protagonisti della vostra avventura tra alberi, ponti tibetani, reti passerelle, teleferiche, tunnel e tanti altri passaggi mozzafiato da fare e rifare in totale sicurezza.

Nel Parco ci sono 15 percorsi per bambini, a partire da 2 anni, studiati per stimolare le capacità motorie (coordinazione, equilibrio, agilità, etc.), e percettive (attenzione, concentrazione, memorizzazione); gioco, divertimento, avventura e natura si uniscono, permettendo al bambino/ ragazzo di socializzare, e di misurarsi con se stesso e con gli altri. 

Altrettanti sono i percorsi per ragazzi e adulti, presente anche un’area playground per i più piccini, 1 meraviglioso percorso paramilitare a terra che riproduce immerso nel bosco l’addestramento dei marines e dove sfidarsi in emozionanti battaglie, 1 parete d’arrampicata di 10 mt con scuola di roccia CLIFFANGER per mettere alla prova anche le doti dei più atletici, l’adrenalinico bunjee jumping da 30 metri, la teleferica lunga 280 metri!

L’ultima novità del parco è la nuovissima Adrenaline Bike unica in Italia con una lunga pedalata di 70 mt sospesi a 15 metri d’altezza!

L’Isola delle Rose, un’isola artificiale al largo di Rimini

Quanti di voi conoscono la storia di questa piattaforma?

Un’ingegnere bolognese, Giorgio Rosa, il 1 maggio 1968 fa nascre il mito dell’Isola delle Rose.

Dichiara come Stato Indipendente una piattaforma costruita al largo delle acqua italiane: una struttura di 5 piani da organizzare con bar, negozi, attività commerciali e camere d’hotel che fosse un’attrazione turistica per le migliaia di persone che ogni giorno affollavano le spiagge della Riviera Romagnola.

Ma tutto questo non fu così semplice. Infatti la sua idea scaturì subito il mal contento della burocrazia italiana, tanto che la Capitaneria di Porto di Rimini provò a bloccare i lavori perché la costruzione non rispettava i progetti forniti in fase di richiesta di permessi.

Rosa proseguì comunque nella costruzione fuori dalle acque territoriali e qualche complottista iniziò a vociferare che la piattaforma aveva l’obiettivo di ospitare missili russi oppure trasformarsi in un luogo di perdizione simile a Las Vegas, dove venivano proposti spettacoli con donne nude, spogliarelli e prostituzione.

L’Isola delle Rose è su tutte le stampate giornalistiche e curiosi numerosi turisti partivano dalle coste vicine per andare al largo solo a guardare da vicino l’isola.

Nonostante tutto dopo dopo mesi di battaglie legali – l’11 e il 13 Febbraio 1969 viene abbattuta con l’utilizzo di 2 tonnellate di esplosivo.

Non si sa quali fossero le idee dell’ingegnere Rosa, ma il sogno di un’isola felice in mezzo al mare svanì!

Una storia che ha solleticato l’interesse di cronisti e scrittori di mezza Europa e che oggi viene proposta su Netflix nel film “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose” diretto da Sydney Sibilla con Elio Germano nei panni dell’Ingegnere Giorgio Rosa, visionario protagonista della vicenda.

Divertimento in Romagna, Mirabilandia…

Non solo spiaggia, escursioni nell’entroterra ma anche tanto divertimento sparso lungo tutta la costa!

Potrete spaziare da parchi acquatici, parchi tematici ed istruttivi e parchi adrenalici di puro divertimento. In famiglia, con gruppi di amici o in coppia i parchi sono perfetti per ogni occasione.

Vi facciamo conoscere Mirabilandia, il grande parco divertimenti alle porte di Ravenna. La struttura comprende due aree, il parco a tema che conta oltre 45 attrazioni, giostre e spettacoli di vario genere e per tutte le età e Mirabeach un parco acquatico attrezzato con scivoli adrenalinici, giochi d’acqua per i bambini, piscine di acqua cristallina e spiagge di sabbia bianchissima.

Tra le attrazioni di Mirabilandia più famose ed amate troviamo il Katun, l’inverted coaster più lungo d’Europa, iSpeed, il roller coaster a lancio magnetico più alto e veloce d’Italia e Divertical, il più alto water coaster del mondo!

Le attrazioni apprezzate da tutta la famiglia si trovano a Far West Valley, l’area tematica dedicata al mondo del far west, Dinoland, l’area a tema dedicata al regno dei dinosauri. E ancora il percorso con gommoni Rio Bravo, le attrazioni acquatiche El Dorado Falls e Autosplash, la dark ride interattiva Reset, i family coaster Gold Digger e Master Thai.

Ma le sorprese non finiscono qui… continuate a seguirci per scoprire insieme a noi i Parchi della Romagna alcuni li conoscerete già ma siamo certi che altri vi stupiranno!