L’Isola delle Rose, un’isola artificiale al largo di Rimini

Quanti di voi conoscono la storia di questa piattaforma?

Un’ingegnere bolognese, Giorgio Rosa, il 1 maggio 1968 fa nascre il mito dell’Isola delle Rose.

Dichiara come Stato Indipendente una piattaforma costruita al largo delle acqua italiane: una struttura di 5 piani da organizzare con bar, negozi, attività commerciali e camere d’hotel che fosse un’attrazione turistica per le migliaia di persone che ogni giorno affollavano le spiagge della Riviera Romagnola.

Ma tutto questo non fu così semplice. Infatti la sua idea scaturì subito il mal contento della burocrazia italiana, tanto che la Capitaneria di Porto di Rimini provò a bloccare i lavori perché la costruzione non rispettava i progetti forniti in fase di richiesta di permessi.

Rosa proseguì comunque nella costruzione fuori dalle acque territoriali e qualche complottista iniziò a vociferare che la piattaforma aveva l’obiettivo di ospitare missili russi oppure trasformarsi in un luogo di perdizione simile a Las Vegas, dove venivano proposti spettacoli con donne nude, spogliarelli e prostituzione.

L’Isola delle Rose è su tutte le stampate giornalistiche e curiosi numerosi turisti partivano dalle coste vicine per andare al largo solo a guardare da vicino l’isola.

Nonostante tutto dopo dopo mesi di battaglie legali – l’11 e il 13 Febbraio 1969 viene abbattuta con l’utilizzo di 2 tonnellate di esplosivo.

Non si sa quali fossero le idee dell’ingegnere Rosa, ma il sogno di un’isola felice in mezzo al mare svanì!

Una storia che ha solleticato l’interesse di cronisti e scrittori di mezza Europa e che oggi viene proposta su Netflix nel film “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose” diretto da Sydney Sibilla con Elio Germano nei panni dell’Ingegnere Giorgio Rosa, visionario protagonista della vicenda.