Mago, alchimista e guaritore, il conte di Cagliostro e la Rocca di San Leo

La Rocca o Forte di San Leo è conosciuta soprattutto per il fantasma che infesta le sue mura, l’esoterista Cagliostro, un personaggio enigmatico che fu imprigionato nella rocca per ben quattro anni e che sembra non abbia mai abbandonato questo luogo anche dopo la sua dipartita.

Ma facciamo un passo indietro…

San Leo e la sua Fortezza sorgono su imponente massiccio roccioso che domina la vallata della Valmarecchia.

Le sue origini risalgono, pensate, all’epoca romana dove costruirono una fortificazione sul punto più alto del monte. Da sempre contesa fra popoli e famiglie che abitarono la zona, ricordiamo i Malatesta ed i Medici, fu definitivamente conquistata da Federico di Montefeltro che la possedette fino al 1631, anno in cui passò allo Stato Pontificio.

La sua funzione divenne principalmente quella di prigione. Nelle sue celle, fra i tanti detenuti, spiccano i nomi di Felice Orsini, patriota risorgimentale e Giuseppe Balsamo, meglio noto come il ‘Conte di Cagliostro.

Originario di palermo il Conte Cagliostro, grazie alla sua sua curiosità, intelligenza e spregiudicatezza, lo portarono a diventare membro della massoneria, avendo quindi accesso al vero e profondo sapere degli adepti. Un bravo adoratore tanto che grazie alle suggestioni che creava in chi lo ascoltava fu alchimista, mago e guaritore.

Frequentò le aristocrazie più influenti dell’epoca, come quella di San Pietroburgo, Londra e Parigi. Qui, a seguito del suo legame con il cardinale di Rohan, fu coinvolto nello scandalo della collana (un collier di diamanti della regina Maria Antonietta).

Condannato a morte per eresia, fu poi ‘graziato’ da Papa Pio VI che commutò la pena in carcere a vita presso la rocca di San Leo.
La cella in cui fu rinchiuso non aveva porte. Fu calato da una botola nel soffitto e sorvegliato costantemente tramite una feritoia nel muro. Una piccola finestra, con doppia se non tripla grata, faceva filtrare un po’ di luce. Il Conte di Cagliostro si spense nell’agosto del 1795, a 52 anni, dopo 4 anni di prigionia.