AlchimiAlchimie a San Leo: Un Viaggio Magico nel Segno di Cagliostro

Se c’è un luogo dove la storia si fonde indissolubilmente con il mistero, quel luogo è San Leo. Arroccato su uno sperone di roccia che domina la Valmarecchia, questo straordinario borgo si prepara a riaccendere la sua magia.

Dal 25 al 26 agosto, torna infatti l’attesissimo appuntamento con “AlchimiAlchimie”: due giornate interamente dedicate all’esoterismo, all’arte e al fascino enigmatico del Conte di Cagliostro.

Il Mito di Cagliostro: Tra Storia e Leggenda

ph.alchimialchimie

La manifestazione nasce come profondo e suggestivo omaggio a una delle figure più controverse e affascinanti del Settecento: Giuseppe Balsamo, passato alla storia come il Conte di Cagliostro.

Alchimista, guaritore, massone ed eretico per la Chiesa dell’epoca, Cagliostro visse i suoi ultimi anni rinchiuso nella celebre e inespugnabile Fortezza di San Leo, dove si spense proprio il 26 agosto 1795. Oggi, a distanza di secoli, il suo spirito ribelle e i suoi segreti alchemici continuano a vivere e a risuonare tra le antiche mura del borgo.

“Un uomo che camminò sul confine tra scienza e magia, lasciando un’impronta indelebile che ancora oggi accende l’immaginazione di viaggiatori e sognatori.”

Durante queste due giornate, l’intero borgo si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto dall’atmosfera magnetica. Le piazze e i vicoli si popoleranno di spettacoli scenografici e performance artistiche capaci di incantare adulti e bambini.

Ecco gli appuntamenti assolutamente imperdibili dell’evento:

  • L’Incendio della Fortezza: Il momento clou della manifestazione. Uno spettacolo pirotecnico ed emozionante in cui la maestosa rocca sembra prendere letteralmente fuoco, illuminando la notte di San Leo con giochi di luce straordinari.
  • Il Fuoco Alchemico: Performance e coreografie con il fuoco che uniscono l’abilità di artisti di strada alla simbologia esoterica degli elementi.
  • Spettacoli e Performance itineranti: Musicisti, attori e figuranti evocheranno atmosfere d’altri tempi negli angoli più nascosti del centro storico.
ph.alchimialchimie

Non solo mistero: mercatini e sapori del territorio

L’esperienza di AlchimiAlchimie coinvolge tutti i sensi, offrendo anche ottimi spunti per lo shopping e la gola:

  • Il Mercatino Alchemico: Lungo le vie del borgo troverai bancarelle dedicate a pietre, cristalli, incensi e oggettistica artigianale, perfetti per chi ama il mondo del benessere naturale e della spiritualità.
  • Il Percorso del Gusto: Stand gastronomici, taverne e ristoranti locali saranno pronti a deliziarti con i piatti forti della cucina romagnola. Piadine, formaggi di fossa, salumi e un buon calice di vino locale completeranno la tua serata sotto le stelle.

Sei pronto a lasciarti incantare? Prepara il tuo viaggio a San Leo e lasciati trasportare in un fine settimana dove il confine tra realtà e illusione si fa incredibilmente sottile.
San Leo vi aspetta il 25 e 26 agosto.

San Marino in un giorno: Guida completa all’Antica Terra della Libertà

Se ti trovi in vacanza sulla Riviera Romagnola e hai voglia di cambiare scenario, c’è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Arroccata sul Monte Titano, la Repubblica di San Marino non è solo uno Stato indipendente, ma un gioiello medievale che dal 2008 è meritatamente Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Bastano 24 ore per innamorarsi dei suoi vicoli, ma bisogna sapere come muoversi. Ecco l’itinerario perfetto per una gita di un giorno.

Tappa 1: Il Sentiero delle Tre Torri

Per respirare subito l’atmosfera magica del borgo, dirigiti verso il camminamento che unisce le tre torri iconiche di San Marino.

  1. La Guaita (Prima Torre): Risale all’anno Mille. Visita le antiche carceri e la Cappella di Santa Barbara. Salire sulla cima è un must per scattare la foto perfetta della costa romagnola che incontra l’Adriatico.
  2. La Cesta (Seconda Torre): Attraversa il suggestivo “Passo delle Streghe” per raggiungerla. Al suo interno ospita il Museo delle Armi Antiche, una collezione incredibile che farà impazzire gli appassionati di storia.
  3. Il Montale (Terza Torre): Più isolata e selvaggia. Non è visitabile all’interno, ma la passeggiata nel verde per raggiungerla vale ogni passo.

Tappa 2: Il Cuore del Potere e la Statua della Libertà

Tornando verso il centro, fermati in Piazza della Libertà. Qui si trova il Palazzo Pubblico, sede del Governo, e la celebre Statua della Libertà, simbolo dell’identità sammarinese.

Da non perdere: Il belvedere della piazza offre uno dei panorami più vasti di tutto il territorio. A pochi passi, visita anche la solenne Basilica del Santo.


Tappa 3: Curiosità e Musei

Sapevi che in questo piccolo Stato ci sono ben 12 musei?

  • Per la storia: Il Museo di Stato è la scelta ideale.
  • Per le famiglie: Se viaggi con bambini, il Museo delle Curiosità o il Museo delle Creature della Notte strapperanno più di un sorriso (e qualche brivido!).

Tappa 4: Shopping e Souvenir (senza tasse!)

San Marino è un paradiso per lo shopping grazie a una pressione fiscale ridotta. Tra i vicoli medievali troverai botteghe artigiane e negozi specializzati. Cosa mettere in valigia?

  • Profumi e Gioielli: Prezzi spesso molto competitivi.
  • Artigianato: Riproduzioni di balestre medievali e ceramiche.
  • Il souvenir goloso: Non puoi andartene senza la Torta Tre Monti. È il dolce simbolo di San Marino: cialde fragranti, crema di nocciole e cioccolato. Un pezzetto di felicità!

Tappa 5: Un finale col gusto

Concludi la giornata in bellezza. Il centro storico è pieno di ristorantini panoramici, ma se cerchi qualcosa di più autentico, scendi nei “Castelli” circostanti per una piadina sammarinese o un piatto di pasta fresca in una trattoria locale.

Che dire in vista della primavera non vi resta che organizzare un week end fuori porta!

Tesori Nascosti di Romagna: Il Formaggio di Fossa di Sogliano e la Ricetta Imperdibile!

Il Formaggio di Fossa di Sogliano al Rubicone DOP non è solo un prodotto caseario; è un pezzo di storia, un’arte tramandata e un sapore così intenso e inconfondibile da rapire i sensi. Questo formaggio, stagionato in antiche fosse di tufo o arenaria, racchiude l’anima rustica e generosa della Romagna.

Ma come esaltare al meglio la sua complessità aromatica in cucina? Oggi vi proponiamo un abbinamento che ne sottolinea la sapidità e le note speziate: un Risotto Cremoso al Formaggio di Fossa e Crumble di Noci Tostate.


⛰️ Il Formaggio di Fossa: Un Segreto Sotto Terra

Prima di passare alla ricetta, un piccolo omaggio al protagonista. La peculiarità del Formaggio di Fossa risiede nel suo processo di infossatura. Le forme vengono avvolte in sacchi di tela e calate nelle fosse, dove rimangono per circa tre mesi.

L’ambiente anaerobico, l’umidità e la temperatura costante della fossa avviano una fermentazione che trasforma il formaggio, rendendolo semiduro, friabile e dal profumo penetrante, con sentori che vanno dall’umido al tartufo, dal sottobosco al muschio. Un’esperienza gastronomica unica!


La Ricetta: Risotto al Formaggio di Fossa con Crumble di Noci

Questa ricetta è un inno al comfort food, dove la cremosità del riso incontra l’intensità del formaggio, bilanciata dal tocco croccante e dolce della frutta secca.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 280 g di Riso Carnaroli
  • 100 g di Formaggio di Fossa di Sogliano DOP (a scaglie o grattugiato)
  • 1,2 L di Brodo vegetale caldo
  • 1/2 Scalogno tritato finemente
  • 1/2 bicchiere di Vino bianco secco
  • 40 g di Burro freddo
  • Olio extra vergine d’oliva (EVO)
  • Sale e Pepe nero q.b.

Per il Crumble di Noci:

  • 50 g di Gherigli di Noci
  • 20 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 1 cucchiaio di Olio EVO

Preparazione

1. Il Crumble (Preparazione Veloce)

  • In un piccolo mixer, tritate grossolanamente i gherigli di noci insieme al Parmigiano e all’olio EVO fino a ottenere un composto granuloso e non una pasta.
  • Tostatelo velocemente in padella per esaltare il profumo delle noci. Tenete da parte.

2. La Tostatura e la Cottura del Risotto

  • In una casseruola, fate soffriggere lo scalogno con un filo d’olio EVO.
  • Aggiungete il riso e fatelo tostare per circa 2-3 minuti, mescolando costantemente.
  • Sfumate con il vino bianco, lasciando evaporare completamente.
  • Iniziate la cottura aggiungendo il brodo vegetale un mestolo alla volta, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo altro brodo solo quando il precedente è stato assorbito.

3. La Mantecatura (Il Momento Cruciale!)

  • Quando il riso è quasi al dente (circa 16-18 minuti), togliete la casseruola dal fuoco.
  • Aggiungete il burro freddo e metà del Formaggio di Fossa grattugiato o a scaglie.
  • Mantecate energicamente per rendere il risotto cremoso e lucido. Aggiustate di sale e pepe se necessario.
  • Coprite e lasciate riposare per un paio di minuti (riposo che amalgama i sapori e dà la cremosità finale).

4. Impiattamento

  • Servite il risotto immediatamente nei piatti.
  • Completate ogni porzione spargendo sulla superficie il crumble di noci tostate e un’ultima spolverata di Formaggio di Fossa.

L’intensità del Formaggio di Fossa si sposa alla perfezione con vini rossi di medio corpo, non troppo tannici, ma con una buona struttura, come un Sangiovese di Romagna Superiore.

Il Formaggio di Fossa di Sogliano è una vera chicca gastronomica che merita di essere scoperta e celebrata. Provate questa ricetta per portare un po’ del sapore autentico della Romagna sulla vostra tavola!

San Mauro Pascoli: Tra il Fascino della Costa e il “Nido” del Poeta

A pochi chilometri dalle spiagge vivaci e rinomate di Bellaria Igea Marina, si trova un luogo che custodisce l’anima più intima e poetica della Romagna: San Mauro Pascoli.

Questa piccola località dell’entroterra, oggi un elegante centro noto anche per la sua tradizione calzaturiera d’eccellenza, è indissolubilmente legata al nome del suo figlio più illustre, il “Cantore di Romagna”: Giovanni Pascoli.


Giovanni Pascoli: Il Poeta del “Nido”

San Mauro, in origine San Mauro di Romagna, non è solo un paese per Giovanni Pascoli, ma il suo “nido”, quel luogo di affetti e legami familiari che, pur spezzato tragicamente, è ritornato continuamente, con forza evocativa, nella sua poesia.

Visitare San Mauro Pascoli significa camminare sulle orme di “Zvanì” e immergersi nell’atmosfera di fine Ottocento che plasmò la sua sensibilità.

🏠 Casa Pascoli: Dove Tutto Iniziò

Il cuore della visita è il Museo di Casa Pascoli, dove il poeta nacque nel 1855. Attraversando il cancello si accede a quella che Pascoli stesso descrisse con malinconia: “ciò ch’era della mia madre, nostro, ma poco; poco, ma bello…”.

All’interno si respira l’aria di una benestante famiglia rurale: dalla cucina con l’acquaio in marmo e lo spiedo, fino al mitico “testo”, la tipica teglia romagnola su cui si cuoceva la piadina, celebrata da Pascoli stesso come “liscia come un foglio e grande come la luna”.

🌳 Villa Torlonia, la “Torre” dell’Ispirazione

Poco fuori dal centro abitato si erge la magnifica Villa Torlonia, nota nelle poesie pascoliane come la “Torre”. Questa imponente tenuta agricola Sette-Ottocentesca fu il luogo in cui il padre del poeta, Ruggero, lavorava come amministratore.

Questa dimora non fu solo uno sfondo fisico, ma un vero e proprio emblema: fu proprio il tragico omicidio del padre, avvenuto sulla via del ritorno da Cesena e collegato in parte a questa amministrazione, a segnare in modo indelebile l’esistenza e l’ispirazione poetica di Giovanni, trasformando il “nido” in un luogo di memoria e dolore.


Dalla Riviera al Ricordo: Un Viaggio nel Tempo

San Mauro Pascoli offre un contrasto affascinante con la vicina Bellaria Igea Marina.

Se la costa chiama con i suoi stabilimenti balneari, i gelati e il frastuono allegro dell’estate, l’entroterra invita a una sosta di riflessione e cultura. Passare da Bellaria a San Mauro è come fare un breve ma intenso viaggio nel tempo: dal divertimento moderno alla quiete della campagna, tra i fossati e le siepi che Pascoli cantò.

Se vi trovate in Riviera, dedicate qualche ora a questo angolo di Romagna. Scoprirete che la poesia non è rinchiusa nei libri, ma vive ancora nei campi, nelle dimore storiche e nello sguardo malinconico ma profondo del suo più grande cantore.

Un tuffo nella tradizione: la Fiera di San Michele

Una gita a Santarcangelo di Romagna in occasione della Fiera di San Michele è un’esperienza che ti immerge nelle tradizioni più autentiche di questo borgo affascinante. Ogni anno, a fine settembre, il paese si anima per celebrare il suo patrono, San Michele Arcangelo, dando vita a una delle fiere più sentite della Romagna. Se stai cercando un’idea per una gita autunnale, segna in calendario il 27 e 28 settembre 2025.

La Fiera di San Michele, conosciuta anche come la “fiera degli uccelli”, è l’evento che saluta l’arrivo dell’autunno a Santarcangelo. Originariamente dedicata alla caccia e al mondo venatorio, negli anni ha saputo evolversi, mantenendo viva la sua anima legata alla natura e all’ambiente. Oggi, la fiera è un concentrato di storia, artigianato, gastronomia e iniziative culturali.

Passeggiando per le vie del centro storico, verrai avvolto da un’atmosfera unica. Le bancarelle colorate offrono di tutto, dall’artigianato locale ai prodotti agricoli, con un’attenzione particolare agli animali, che da sempre sono il cuore di questa manifestazione. Potrai ammirare rapaci e animali da cortile, partecipare a iniziative didattiche e scoprire le razze tipiche della Romagna.


Cosa non perdere alla Fiera

La Fiera di San Michele non è solo un mercato, ma una vera e propria festa. Ecco alcune delle attrazioni da non perdere:

  • Il mondo animale: Dalle dimostrazioni di volo dei falconieri alle mostre di animali da fattoria, la fiera è il luogo ideale per grandi e piccini per entrare in contatto con la natura.
  • Artigianato e prodotti tipici: Gli artigiani locali espongono le loro creazioni, mentre i produttori agricoli offrono il meglio della tradizione enogastronomica della Valmarecchia. È l’occasione perfetta per assaggiare le specialità del territorio e magari acquistare qualche souvenir autentico.
  • La Cipolla nel piatto: La fiera dà il via all’iniziativa che celebra la Cipolla dell’acqua di Santarcangelo, Presidio Slow Food. Durante l’evento, e per le settimane successive, i ristoranti locali propongono menu speciali che hanno come protagonista questo ortaggio dal sapore unico.
  • Spettacoli e musica: Le strade si animano con musica, spettacoli e, in occasione del Torneo delle Porte, l’emozionante sfida a tamburello tra i rioni di Santarcangelo.

Oltre la fiera: Santarcangelo ti aspetta

La Fiera di San Michele è il pretesto perfetto per scoprire Santarcangelo di Romagna, un borgo che incanta in ogni stagione. Tra una bancarella e l’altra, concediti del tempo per esplorare le sue bellezze. Sali alla Rocca Malatestiana per godere di una vista mozzafiato, perditi nelle viuzze del centro storico e, se sei curioso, avventurati nel suo affascinante sottosuolo, un vero e proprio labirinto di grotte tufacee.

La gastronomia è un’altra ragione per visitare questo borgo. Dalle osterie tradizionali ai ristoranti più moderni, ogni angolo offre l’opportunità di assaporare i sapori autentici della Romagna, accompagnati da un buon bicchiere di Sangiovese.


Un’esperienza da vivere

La Fiera di San Michele è molto più di un semplice evento: è un’occasione per vivere l’atmosfera autentica di un borgo che ha saputo preservare le sue radici, pur guardando al futuro. È un’esperienza sensoriale, fatta di profumi, sapori, suoni e tradizioni che rimangono nel cuore.

Non resta che segnare in agenda le date e preparare la macchina fotografica: Santarcangelo ti aspetta per una gita indimenticabile!

Sulle orme di Leonardo da Vinci: un itinerario in Romagna

Leonardo da Vinci, genio poliedrico, non fu solo pittore, scultore e inventore, ma anche ingegnere militare e cartografo. Nel corso della sua vita, si spostò frequentemente, lasciando tracce del suo passaggio in diverse regioni italiane. Tra queste, la Romagna occupa un posto speciale, testimoniando il suo impegno al servizio di Cesare Borgia all’inizio del Cinquecento. Questo articolo propone un itinerario alla scoperta dei luoghi romagnoli che videro protagonista il Maestro, un viaggio tra arte, storia e ingegno.

Il contesto storico: Leonardo al servizio di Cesare Borgia

Nel 1502, Leonardo da Vinci entrò al servizio di Cesare Borgia, detto il Valentino, in qualità di “ingegnere ducale”. Questo incarico lo portò a viaggiare per la Romagna, una regione strategicamente importante per il Borgia, impegnato a consolidare il suo potere. Leonardo ebbe il compito di ispezionare le fortificazioni, progettare nuove difese e realizzare mappe dettagliate del territorio. Questo periodo fu cruciale per lo sviluppo delle sue capacità di ingegnere militare e cartografo, lasciando un’impronta significativa nei luoghi che visitò.

L’itinerario:

Questo itinerario ripercorre le principali tappe del viaggio di Leonardo in Romagna, offrendo uno sguardo sul suo lavoro e sul contesto storico dell’epoca.

  • Rimini: La prima tappa è Rimini, dove Leonardo studiò la foce del porto e la Fontana della Pigna, allora situata in Piazza dell’Arengo (oggi Piazza Cavour). Si dice che rimase affascinato dall’armonioso scrosciare dell’acqua, descrivendone l’effetto nei suoi appunti.
  • Cesena: Cesena fu una delle tappe più importanti del viaggio di Leonardo. Qui, si concentrò sullo studio delle fortificazioni della città, in particolare la Rocca Malatestiana, realizzando schizzi e rilievi. È possibile ancora oggi percorrere il perimetro delle mura, in buona parte conservato e corrispondente ai disegni di Leonardo, ammirando la caratteristica forma a scorpione. Piazza del Popolo, cuore della città, fu il luogo dove Leonardo compì i suoi rilievi.
  • Cesenatico: Leonardo si recò anche a Cesenatico, dove studiò il porto e propose delle soluzioni per migliorarne la funzionalità. Il porto, progettato da Leonardo, è ancora oggi un importante punto di riferimento per la città.
  • Faenza: Anche Faenza rientra tra le città visitate da Leonardo, sebbene le informazioni specifiche sulla sua attività qui siano meno dettagliate. Tuttavia, la presenza del Maestro in questa importante città rinascimentale è testimoniata da documenti storici.

Oltre le tappe principali:

Oltre alle città menzionate, è probabile che Leonardo abbia visitato anche altri centri minori della Romagna, impegnato nelle sue ispezioni e rilevamenti. Alcune fonti suggeriscono un suo passaggio anche a Imola.

Tracce del genio:

Sebbene non siano rimaste opere pittoriche di Leonardo in Romagna, la sua presenza è testimoniata dai suoi studi, dai suoi disegni e dalle sue mappe, conservati in diversi archivi e collezioni. La sua influenza si percepisce soprattutto nell’ambito dell’ingegneria militare e della cartografia, discipline in cui diede un contributo fondamentale.

Questo itinerario offre un’opportunità unica per scoprire un aspetto meno noto del genio di Leonardo da Vinci, un viaggio affascinante tra storia, arte e ingegno nel cuore della Romagna.

I misteri della Santarcangelo sotterranea e delle sue grotte tufacee

Oggi vi portiamo alla scoperta di un bellissimo borgo della Valmarecchia – Santarcangelo di Romagna, a 10 minuti di auto dall’Hotel della Motta.

È una città conosciuta per la sua storia, per gli eventi culturali, per il grande fascino dei suoi palazzi storici. Eppure a Santarcangelo si nasconde una realtà parallela fatta di grotte, pozzi, cunicoli e passaggi sotterranei che danno vita a una vera e propria città nascosta sotto quella visibile.

La collina di Monte Giove, su cui sorge il cuore antico del borgo con la maestosa Rocca Malatestiana, custodisce un intricato sistema di gallerie scavate nell’arenaria e nell’argilla.

Questo labirinto sotterraneo, che si snoda su più livelli, è composto da ben 160 grotte, con corridoi, stanze e nicchie che si estendono sotto le case e le piazze del paese, regalando una scoperta di straordinario fascino. La temperatura stabile, intorno ai 12-13 gradi, ha reso queste cavità ideali per la conservazione del vino, e ancora oggi molte di esse possono essere esplorate grazie a tour guidati. Tra le tappe principali del percorso c’è la Grotta Monumentale pubblica (Amati/Contradina), che include anche l’area archeologica della casamatta di Piazza Balacchi, una struttura difensiva risalente al XV secolo.

Durante la visita, accompagnati da una suggestiva illuminazione, i partecipanti possono immergersi in un viaggio nel tempo, ascoltando leggende e storie legate a chi, nel corso dei secoli, ha trovato rifugio in questi luoghi segreti. È un’esperienza unica che mostra quanto sia limitativo considerare queste grotte come semplici cantine. La loro costruzione richiese infatti una notevole abilità tecnica e una profonda conoscenza architettonica.

All’interno si possono ammirare ambienti con volte eleganti, sale di forma circolare o poligonale, e gallerie a pettine con nicchie che un tempo ospitavano le botti del prezioso Sangiovese, rivelando l’incredibile ingegno di chi le progettò.

Un itinerario “diffuso” nella Valmarecchia, guidati da Tonino Guerra, il Poeta delle Fontane

La Romagna è terra di poeti, musicisti, registi, filosofi…personaggi che hanno segnato profondamente la nostra identità. 

Oggi ti parliamo di Tonino Guerra, artista a tutto tondo che ha lasciato in Romagna un po’ del suo estro e del suo tocco magico nelle sue fontane: colorate, vivaci, e sempre in movimento. Realizzate in mosaico, ceramica, vetro e ferro battuto, queste opere sono un segno indelebile lasciato dal poeta in luoghi come Riccione, Santarcangelo, Poggio Berni, Torriana, Sant’Agata Feltria e Pennabilli.

A Riccione, in Piazzale Roma spicca il “Bosco della Pioggia”, una fontana che celebra la pioggia e la freschezza che porta. Questa opera, che richiama il mare e la pesca, è costituita da sei colonne di vetro naturale stratificato che sostengono reti da pesca da cui scende l’acqua, creando un delicato ticchettio. Il Poeta la descrisse come “gocce d’acqua che bagnano i pensieri”.

A Santarcangelo, città natale di Tonino Guerra, si trovano “La Fontana della Pigna”, una delle sue prime installazioni poetiche, realizzata nel 1989 e rinnovata poco prima della sua morte, “Il prato sommerso” e “I fiori di pietra”, che arricchiscono il centro storico. Il Poeta parlò di queste opere come un “tappeto di serenità”, un luogo di riflessione e introspezione.

A pochi minuti da Santarcangelo, sulle colline di Poggio Berni, sorge la “Fontana della memoria” in Piazza San Rocco. Ispirata ai fossili trovati nel fiume Marecchia, è realizzata in pietra del Montefeltro e richiama le vecchie macine dei mulini della zona. Tonino Guerra disse: “Regaliamo all’acqua la nostra immobilità fatta di ricordi”.

A Torriana, invece, troviamo “L’Albero dell’Acqua” in piazza S. Allende. Questa fontana, dedicata al fiume Marecchia, è la prima opera che l’artista disegnò per la Valmarecchia. La descrive come “un ritratto del nostro fiume, che d’estate rimuove i suoi rami, tra i sassi, diventando così l’albero dell’acqua”.

Il viaggio prosegue fino a Sant’Agata Feltria, dove nel centro storico si trova la “Fontana della Lumaca”, conosciuta anche come “La Chiocciola”. Con i suoi tratti di mosaico e le linee lente e sinuose, l’opera rappresenta il tema della lentezza e delle spirali della vita, un piccolo gioiello adagiato tra Piazza Martiri d’Ungheria e la parte alta del borgo.

L’ultima tappa di questo itinerario ti porta a Pennabilli dove, nel Giardino dei frutti dimenticati, è nato il maggior numero di “Progetti Sospesi” del Maestro. Tra questi, “La Voce della foglia”: una fontana dove l’acqua sgorga da una grande foglia in legno, per poi cadere su una pietra circolare e raccogliersi tra i sassi di fiume. Tonino Guerra scrisse, riferendosi a quest’opera: “In autunno, il rumore di una foglia che cade è assordante perché con lei precipita un anno”.

Benvenuti nel Medioevo con il “Palio del Daino” di Mondaino

La vacanza in Romagna, nel mese di agosto, è fatta di mare, sole, tradizioni… ma anche di bellissime manifestazioni che vedono il coinvolgimento del nostro entroterra.

Questo mese l’Hotel della Motta ti propone il Palio del Daino a Mondaino. 

Mondaino è uno straordinario borgo medievale che nel 1459 assistette ad un evento storico particolarmente significativo che sancì la pace tra le Signorie Malatesta e Montefeltro che erano sempre in guerra. E’ per ricordare e ricostruire quel periodo di prosperità che ogni anno si svolge questa manifestazione.

Il “Palio del Daino”, che si svolge dal 15 al 18 agosto, rappresenta questo momento di festa nel quale le contrade di Mondaino – Borgo, Castello, Contado e Montebello – si sfidano nel palio per aggiudicarsi l’ambito titolo.

Il gioco, è diviso in due parti. La prima è la “corsa delle oche” a cui segue il torneo vero e proprio, una sorta di “quattro cantoni” in cui ogni volta viene escluso un giocatore.
Per le vie del paese più di 100 selezionati artigiani danno dimostrazione della lavorazione dei metalli, dei tessuti, del vetro, della carta e delle pelli per riscoprire manualità ormai divenute rare o perdute.

All’interno delle botteghe e lungo le vie del borgo si possono ammirare all’opera maiolicari, pittori, armaioli, liutai, amanuensi, miniatori e intarsiatori, mentre le melodie rinascimentali verranno riproposte per le strade e le piazze.
Non mancano punti ristoro assolutamente a tema con piatti che ripropongono le tradizioni medioevali.

Infine, gruppi di ricostruzione storica, antichi mestieri, artigiani, arti, botteghe, musici, cantori e giocolieri, spettacoli, oltre che le emozionanti sfide delle contrade, ti faranno rivivere la magia di un’epoca intensa ed emozionante, un viaggio nel tempo ricco di fascino e storia.

“La Strada dei Vini e dei Sapori: un percorso enogastronomico tra le colline romagnole”

La Strada dei Vini e dei Sapori della Riviera Romagnola è un percorso affascinante che unisce la bellezza del paesaggio collinare alla ricchezza enogastronomica di questa terra.

Un viaggio tra i sapori

La Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini si snoda tra colline dolci e vigneti che si affacciano sul mare, offrendo un’esperienza unica per gli amanti del buon cibo e del vino.

Cosa scoprire lungo il percorso:

  • Vini pregiati: Il Sangiovese, l’Albana e il Pagadebit sono solo alcuni dei vini pregiati che potrai degustare, frutto di una tradizione vitivinicola millenaria

Sapori autentici: La piadina romagnola, i formaggi locali, l’olio extravergine d’oliva e i salumi ti faranno scoprire i gusti autentici di questa terra.

Cantine e frantoi: Visita le cantine e i frantoi per scoprire i segreti della produzione del vino e dell’olio.

  • Eventi enogastronomici: Partecipa alle numerose sagre e feste che animano il territorio durante tutto l’anno.

Perché scegliere la Strada dei Vini e dei Sapori:

  • Un’esperienza unica: Un connubio perfetto tra natura, cultura e gusto.
  • Un territorio versatile: Adatto a tutti i tipi di viaggiatori, dalle famiglie agli appassionati di enogastronomia.
  • Un’occasione per rilassarsi: Perditi tra i vigneti, assaggia i prodotti locali e goditi la tranquillità della campagna romagnola.

Cosa fare:

  • Degustazioni: Partecipa a degustazioni guidate per scoprire i segreti dei vini e dei prodotti locali.
  • Visite guidate: Visita i borghi storici, le cantine e i frantoi.
  • Corsi di cucina: Impara a preparare i piatti tipici della Romagna.
  • Trekking e ciclismo: Esplora il territorio a piedi o in bicicletta.
  • Soggiorni in agriturismo: Immergiti nella natura e assaggia i prodotti dell’azienda agricola.

Visita il sito ufficiale della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini: https://www.stradadeivinidirimini.com/

La Strada dei Vini e dei Sapori ti aspetta per un’esperienza indimenticabile!