La cucina tradizionale italiana, celebre in tutto il mondo, deve la sua fama non solo alla ricchezza e alla varietà delle sue ricette, ma soprattutto all’utilizzo delle materie prime.
Uno dei prodotti made in Italy per eccellenza è, senza dubbio, l’olio extravergine di oliva.
Prodotto dalla maggioranza delle regioni italiane, l’olio d’oliva ricopre un ruolo fondamentale nell’alimentazione italiana, grazie alle sue proprietà nutrizionali e ai suoi
svariati utilizzi.
Ogni regione, quindi, ha il suo olio d’oliva, e ogni olio ha le sue caratteristiche e proprietà.
Scopriamo insieme quelle che sono le qualità e i benefici di uno degli oli più buoni e pregiati di produzione italiana: l’olio extravergine di oliva della Romagna.
La produzione dell’olio della Romagna
L’Emilia Romagna vanta la produzione di almeno due oli di oliva di certificazione Dop: l’olio di Brisighella, certificato dal 1998 e l’olio delle Colline di Romagna, certificato da oltre 20 anni.
L’olio di Brisighella, caratterizzato dal sapore fruttato medio o intenso, è stato il primo olio extravergine di oliva ad essere commercializzato con l’etichetta Dop dell’Unione Europea e si ottiene dalle olive di varietà Nostrana di Brisighella.
L’olio Dop Colline di Romagna si ottiene, invece, da due diverse varietà di olive quali, il Correggiolo (al 60%) e il Leccino (al 40%). In scala minore, al massimo del 10%, si possono trovare altre varietà locali minori come il Moraiolo, il Pendolino e la Rossina.
La zona di raccolta e produzione del pregiato olio della Romagna si concentra in larga parte nella provincia di Rimini.
La raccolta delle olive, di consuetudine, viene effettuata manualmente o con la tecnica della battitura degli alberi nella stagione autunnale, compresa tra il 20 ottobre e il 15 dicembre di ogni anno. Le olive, dopo la raccolta, vengono immagazzinate in delle stanze ben ventilate e, successivamente, vengono lavate con cura per rimuovere le impurità naturali (foglie, rametti e terriccio). Solo dopo si può procedere con la spremitura nei frantoi attraverso un sistema meccanico di ruote o martelli rotanti. Tali operazioni, per ottenere un prodotto di qualità, devono essere svolte nell’arco di 48 ore massimo.
Dopo aver rimescolato la pasta ottenuta si procederà con la decantazione e la centrifugazione dell’olio ottenuto, per poi terminare con l’immagazzinamento, la filtrazione
e l’imbottigliamento.
Le proprietà e le caratteristiche
L’olio extravergine di oliva della Romagna viene apprezzato, ed è conosciuto, per la sua qualità, dovuta alle sue capacità organolettiche che lo rendono uno degli oli più pregiati
d’Italia.
Dal processo produttivo dell’olio della Romagna, che non sfrutta il calore né alcun tipo di solvente, viene ricavato un olio dal colore oro con riflessi di un verde intenso.
L’odore tipico di questo olio è di un fruttato tenue che può, dipende dai casi, risultare anche più intenso e ricordare anche l’odore di foglie ed erba. Il sapore è caratterizzato da una media dolcezza, acidità molto bassa e un leggerissimo sentore di amaro o piccante.
Tali caratteristiche, soprattutto il sapore delicato ma deciso, collocano il pregiato olio della Romagna tra quello ligure, molto delicato e adatto per i bolliti, e quello pugliese, dal sapore decisamente più deciso, ottimo per accompagnare pane e carni.
Proprio questo equilibrio di composizione e sapore, rende l’olio della Romagna ideale a prestarsi a molteplici utilizzi in cucina. Usato per condire ricche insalate e piatti di pesce, per stufare verdure e saltare carni bianche, per friggere dolci e frutta, la presenza di questo prodotto sulle tavole romagnole è imprescindibile quanto mai necessario.
La storia dell’olio della Romagna
Oltre ai molteplici impieghi e alle pregiate caratteristiche, l’olio della Romagna vanta anche una storia millenaria, tra le più antiche d’Italia.
Considerato quasi un bene di lusso nella Romagna di un tempo, all’olio venivano preferiti lo strutto e il lardo, decisamente più economici e dal maggior apporto calorico. Nonostante questa testimonianza storica, la raccolta delle olive e la produzione di olio nell’area compresa tra Rimini e Forlì, risale all’epoca preistorica.
Punto di incontro tra l’area mediterranea e quella padana, nella zona del riminese e del forlivese, la coltura dell’olivo è sopravvissuta addirittura alle numerose invasioni barbariche e alla caduta dell’Impero Romano.
Diverse fonti storiche testimoniano una massiccia presenza di coltivazione di olivo, già dal X secolo a.C., nella zona di Santarcangelo di Romagna, splendido borgo a pochi chilometri da Rimini. In generale, tutta l’area del riminese è sempre stata impegnata nella produzione di olio, soprattutto nelle aree collinari.
Da sempre, infatti, la produzione e la vendita dell’olio d’oliva della Romagna è stata un grande fonte di guadagno economico. Tale attività ha visto un decisivo e importante
incremento negli anni trenta del Novecento, consolidandosi ancora di più negli ultimi decenni grazie alla rinascita di numerosi oliveti e alle diverse iniziative del settore turistico
romagnolo, che punta anche su l’antica e rinomata tradizione culinaria della regione.
Dove trovare l’olio della Romagna?
Oltre al classico commercio dell’olio come prodotto da avere in dispensa, la Romagna, ormai da anni, lo sfrutta dal punto di vista enogastronomico, come incentivo per attirare i già numerosi turisti stagionali.
Immancabili le sagre dedicate all’olio della Romagna, come la rinomata Sagra dell’Ulivo e dell’Olio di Brisighella, che cade nel periodo autunnale, o la Fiera dell’oliva e dei prodotti autunnali a Coriano, sempre nei pressi di Rimini.
Oltre alle sagre e alle fiere dedicate, l’olio della Romagna, viene usato come prodotto distintivo e di valore aggiunto nei menù e nelle proposte culinarie offerte dalle strutture
ricettive romagnole.
Se si vogliono programmare le proprie vacanze nella riviera romagnola, ci si accorgerà che i migliori hotel e strutture della zona, inseriscono nel proprio menù l’olio extravergine di oliva della Romagna. Tutta la zona del riminese, infatti, è ampiamente provvista del prodotto locale e gli esercenti delle strutture ricettive puntano anche sulla tradizione gastronomica locale per offrire il miglior servizio possibile ai proprio clienti.