I musei di Bellaria Igea Marina in estate

La novità dell’estate 2020 è l’apertura dei musei anche nelle ore serali.

Fino al 12 settembre saranno diversi i musei che daranno la possibilità di organizzarsi per una visita anche dopo cena. Scopriamo insieme quali!

Torre Saracena e Museo delle Conchiglie saranno aperti dalle ore 20.30-23.00 (tutte le sere, chiuso la domenica) | ore 16.30-18.30 (giovedì e sabato).La Torre di Bellaria Igea Marina è stata edificata nel 1673 (sec. XVII) dalla Camera Apostolica con lo scopo di difendere gli abitanti della costa.ortificazione della costa. Col tempo la funzione delle torri si trasformò per ospitare la quarantena dei “sospetti di contagio” provenienti dal mare, per i traffici commerciali, “in special modo da Genova” e per la sorveglianza contro i contrabbandieri. Il Museo delle Conchiglie si trova al piano superitto della torre dov’è allestita la collezione malacologica, con reperti in parte provenienti dalla raccolta Desideri di Roma. Si tratta di una cospicua serie di conchiglie, molluschi, scheletri di organismi marini, madreporari, echinodermi, crostacei, corazze di tartarughe, provenienti da tutti i mari del mondo.

Per gli appassionati di musica il Museo di Radio d’Epoca rimarrà aperto dalle ore 20.30-23.00 (tutte le sere, chiuso la domenica)
l Museo delle radio d’epoca si sintonizza “sulle Onde della Storia” presentando una vasta collezione di radio con oltre 140 esemplari che raccontano l’evoluzione di questa importante tecnologia.

Passiamo ora al Noi. Museo della Storia e della Memoria aperto dalle ore 20.30-23.00 (aperto venerdì e sabato). All’interno del museo è conservata tutta la storia di Bellaria Igea Marina attraverso le testimonianze, i racconti, tradizioni e oggetti.

Infine non per inmportanza la Casa Rossa di Alfredo Panzini ospiterà tutti i giorni, dalle ore 20.30 alle 23.00 (domenica chiuso) la Proiezione “Le finestre cinematografiche”.

Bellaria pensa a voi… l’estate 2020!

L’estate è scoppiata e Bellaria non poteva starsene con le mani in mano!

Gli eventi e gli spettacoli non si fermano, verranno organizzati all’aria aperta per farvi trascorrere le vacanze all’insegna del divertimento.

4 arene dislocate in vari punti della Città vi offriranno serate divertenti per tutta la famiglia a partire dal 29 giugno.

  • Arena Italia presso il Parco del Gelso che ospiterà la Rassegna dedicata al cinema con “I grandi classici della risata italiana”.
  • Arena Centrale presso il Piazzale Capitaneria di Porto che ospiterà il classico appuntamento con BELLARIA COMICS FESTIVAL.
  • Arena Kids presso il Piazzale Kennedy che ospiterà una spazio dedicato ai film e cartoni per i bambini ma non solo spettacoli acrobatici e spettacoli per tutta la famiglia.
  • Arena Panzini presso il Parco La Casa Rossa di Alfredo Panzini che ospiterà proiezioni di film di fantascienza, storia e tanto altro ancora.

Bellaria Igea Marina Air Show

Il nome ufficiale è 313º Gruppo Addestramento Acrobatico, stiamo proprio parlando della Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) dell’Aeronautica Militare Italiana, nata nel 1961 da una decisione presa dell’Aeronautica con l’intento di creare un gruppo permanente per l’addestramento all’acrobazia aerea collettiva dei suoi piloti.

Il loro programma di volo, comprendente una ventina di acrobazie della durata di circa mezz’ora, le ha rese famose e riconosciute come una delle migliori pattuglie aeree acrobatiche a livello internazionale, compiendo acrobazie tutto l’anno.La caratteristica degli aerei è la banda tricolore che attraversa la fiancata dell’aereo su sfondo blu. L’addome dell’aeroplano è grigio chiaro mentre i numeri di formazione sono degli adesivi gialli.

Ai classici Aermacchi MB-339 A in forza all’Aeronautica Militare Italiana sono stati tolti i serbatoi delle estremità alari per due ragioni: penalizzerebbero le prestazioni acrobatiche dei velivoli, in particolare i tonneau veloci a causa di una massa non indifferente posta lontana dall’asse di rotazione e renderebbero più problematico il mantenimento della formazione stretta durante le manovre acrobatiche, inibendo in parte la visuale del velivolo accanto al quale si vola e privando così i “gregari” di punti di riferimento precisi per il mantenimento della posizione.

A Bellaria Igea Marina l’appuntamento con l’esibizione della Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori sulla spiaggia nella zona Portocanale, Polo Est è domenica 26 luglio!

La nuova spiaggia…

Diversa, ma una spiaggia da vivere di giorno e di sera. Ampi spazi, servizi più attenti e specifiche norme igienico-sanitarie.

Le linee guida per gli stabilimenti balneari partono dall’ingresso in spiaggia che dovrà avvenire in modo ordinato, evitando assembramenti e nel rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro e, dove possibile con percorsi differenziati per l’ingresso e l’uscita dallo stabilimento.

Il personale addetto al ricevimento e all’accompagnamento dei clienti, vi fornirà tutte le informazioni necessarie sul comportamento e regole da seguire.

In spiaggia, gli ombrelloni dovranno essere posizionati in modo da avere una superficie minima ad ombrellone di 12 metri quadrati e tra le attrezzzature la distanza garantita dovrà essere di 1,5 metri.

Le regole dicono sì agli sport individuali che si svolgono in spiaggia come racchettoni o nuoto, kitesurf, sup o windsurf sempre rispettando le distanze. Per quanto riguarda gli sport a coppie o in squadra come beach volley, calcetto o racchettoni bisognerà seguire le indicazioni fornite dal ministero dello Sport e dalle federazioni per la pratica sportiva, così come per lo svolgimento di eventuali tornei e competizioni.

Per quanto riguarda bar e ristorante verrà promossa l’attività delivery su ordinazione, con consegna dei cibi e bevande all’ombrellone-lettino oppure in aree ristorazione nel rispetto di tutte le norme.

Sarà un’estate diversa ma noi non molliamo e lavoreremo per farvi trascorrere una vacanza all’insegna del relax…

Ami le camminate? Non perderti il “Sentiero del fiume Uso”

Il percorso “Sentieri per l’Uso” si snoda per una lunghezza di circa 11 chilometri, costeggiando il Fiume Uso in parte sulla sponda destra poi su quella sinistra, su strade bianche e tracciati segnati con partendo da Bellaria fino a San Mauro Pascoli esattamente a Villa Torlonia, la famosa villa abbandonata dalla famiglia dopo l’assassinio del padre del poeta nel 1867, episodio che ha ispirato il celebre “La cavalla storna”.

Pronti? Da dove si parte?

La partenza è su via Ravenna all’intersezione del Fiume Uso sulla sponda destra e prosegue per i primi 1500 metri fino ad una passerella chiamata Castrum Lusi che permette di attraversare il fiume e spostarsi sulla sponda sinistra del fiume, per proseguire poi per circa 2 km e mezzo fino a raggiungere il Rio Salto, declamato nella celebre Cavallina Storna del poeta Giovanni Pascoli.

Ora proseguiamo per 700 metri sul vecchio argine abbandonato dell’Uso e su quello del rio Salto fino al ponte del Podere Isola che ci permetterà di raggiungere l’ultimo tratto di sentiero, lungo poco più di un chilometro che termina al Podere Buda e Villa Torlonia.

Chi vuole può continuare per altri 2 km fino all’incrocio con San Mauro Pascoli e tornare indietro da Villa Torlonia passando per una passarella in legno che porta direttamente a Igea Marina lasciando il percorso ciclopedonale e imboccando strade bianche e asfaltate che arrivano a Donegallia, al Castello Benelli e alla Chiesa di Bordonchio.

Non temete il percorso è adatto a tutti!

“La Teresina, non una semplice barca”

“E’ il ponte con il nostro passato ed incarna una tradizione marinara che è giusto rinnovare di generazione in generazione”

E’ così che viene definita dai cittadini di Bellaria la storica imbarcazione affidata al Circolo Nautico di Bellaria.

L’imbarcazione è stata costruita a Murano nel 1948 ed è del tipo comunemente usato per piccoli trasporti locali e come barca da pesca. E’ stata utilizzata fino agli anni 80-90 del secolo scorso.

Per l’esattezza era utilizzata come vongolara, è lunga e stretta, il baglio massimo da prua a poppa è quasi costante, è armata a goletta con vele al terzo; per quanto riguarda le appendici si affida ad una grande pala del timone poco profonda, che è la qualità di tutta la barca.

Ciò che la contraddistingue sono senz’altro i due dipinti presenti sulla prua: la colomba e l’angelo musicante.

Il restauro della Teresina, uno degli ultimi e più belli esemplari di questo tipo di imbarcazione, è durato 5 anni ed è stato realizzato dall’Associazione Barche sull’Adriatico di Bellaria Igea marina che in questi anni ha già recuperato altre bellissime “nonne del mare”.

Nel 2003 terminò il suo restauro e l’Associazione donò la Teresina al Comune di Bellaria che la nominò patrimonio della Città.

Nel 2018 il bragozzo storico Teresina, patrimonio e simbolo della città, ha festeggiato i suoi 70 anni in compagnia di molte altre signore del mare.

Bellaria Igea Marina: 3 cose da non perdersi

Una città unita da due comuni, quello dei pescatori di Bellaria e quello di Igea Marina nato negli anni novanta come meta per colonie turistiche.

Spiaggia e ottima cucina ma non solo, in questa località potete scoprire meravigliosi siti artistici e culturali.

Ecco 3 cose che potete fare a Bellaria Igea Marina per vivervi la vostra vacanza pienamente!

Passeggiare nel centro storico e fare shopping all’Isola dei Platani. Nel cuore di Bellaria trovere un’area pedonale, il luogo ideale per fare passeggiate e rilassarsi. Lungo questo viale si sviluppano tanto negozietti, ideali per i vostri souvernir.

Visitare la Torre Saracena e il Museo delle Conchiglie
La Torre Saracena di Bellaria nasce dopo le invasioni dei pirati turchi negli ultimi anni del XVI secolo proprio per difendere gli abitanti della zona e un tempo era quindi posizionata proprio sulla costa, con funzione di vedetta. Al suo interno c’è il Museo delle Conchiglie dove troverete esposti esemplari provenienti da tutto il mondo.

Fare Sup in Riva al Mare.
Il Supe è una variante del surf in cui si sta in piedi su una tavola e ci si sposta grazie all’uso di un remo. Un’esperienza che consigliamo a tutti, più sportivi e meno… vi farete grosse risate!

Il Parco del Gelso, un’oasi di vera natura

Se sei arrivato a Bellaria e non hai più voglia di prendere la macchina, ti consigliamo una passeggiata in mezzo alla natura e al relax al Parco del Gelso uno dei più vasti polmoni verdi che si possono incontrare nelle aree urbane della costa adriatica.

Il Parco nasce nei primi del Novecento per volere di Vittorio Belli, un medico di nobili origini, appassionato di botanica, che aveva in mente di realizzare un villaggio immerso nel verde.
Ci vollero circa vent’anni per bonificare il terreno e seguire le varie fasi della crescita della vegetazione, ma oggi il Parco del Gelso è caratterizzato da 40 ettari di terreno ed è caratterizzato da piante e cespugli autoctoni e prato a crescita spontanea.

Al centro del parco troviamo un bel lago di tre ettari – il Lago del Gelso da cui il parco prende il nome – ricavato da una ex cava di sabbia.

Il Parco del Gelso è diventata una meta fissa di chi ama passeggiare in relax in mezzo alla natura e al silenzio. Le famiglie si possono rilassare al parco dopo una giornata trascorsa al mare e scoprire un pezzo di preistoria nascosta nel parco.

In estate il Parco è il posto ideale anche per i runner che possono correre liberamente tra alberi secolari e piante ad alto fusto, senza dover stare sotto il sole cocente dei mesi più caldi dell’anno.

“Zeppole di San Giuseppe”, festeggiamo tutti i papà

Il papà è la figura di riferimento nella vita di ogni bambino, l’eroe da emulare di ogni figlio e il primo amore di ogni bambina. Ebbene si, si festeggia in tutto il mondo ma con date diverse.


La più antica storia inerente alla festa del papà risale circa a un secolo e mezzo fa, ma è dai primi del Novecento che l’usanza di celebrare i padri di famiglia comincia a diffondersi in tutto il mondo. La Chiesa Cattolica fu’ la prima ad associare la figura del papà ad una celebrazione: esattamente nel 1871 con la “nomina” di San Giuseppe quale “protettore dei padri di famiglia”.

Insieme a voi vogliamo festeggiarla con un gustoso dolce tradizione, le “Zeppole di San Giuseppe.” Scopriamo insieme tutti gli ingredienti e i passaggi per ottenere delle gustosissime zeppole.

Ingredienti per 12 zeppole:

  1. ACQUA 250 ml • 750 kcal
  2. FARINA TIPO 00 160 gr • 750 kcal
  3. UOVA 4 • 750 kcal
  4. BURRO 70 gr • 380 kcal
  5. BUCCIA GRATTUGIATA DI LIMONE 1
  6. SALE MARINO 1 pizzico • 286 kcal

Per la Crema:

  1. LATTE 500 ml • 750 kcal
  2. FARINA TIPO 00 1 cucchiaio • 750 kcal
  3. ZUCCHERO BIANCO 5 cucchiai rasi • 750 kcal
  4. LIMONCELLO 1 bicchierino • 304 kcal
  5. UOVA 2 tuorli • 750 kcal
  6. PER DECORARE
  7. ZUCCHERO A VELO • 79 kcal
  8. AMARENE sciroppate, q.b.

E ora al lavoro! Procedimento:

Per preparare la ricetta delle zeppole di San Giuseppe al forno, mettete in una pentola l’acqua, il burro tagliato a dadini e un pizzico di sale. Fate sciogliere il burro e portate ad ebollizione.
Spegnete il fuoco, aggiungete la farina (che avrete precedentemente setacciato) e la buccia grattugiata di un limone (che donerà un invitante profumo ai bignè, una volta cotti).
Ora Mescolate e rimettete sul fuoco per un paio di minuti o almeno fino a quando il composto non si staccherà dalle pareti della pentola.

A questo punto aggiungete le uova, una ad una, mescolando bene (sempre a fuoco spento, per non rischiare di cuocere l’uovo con il calore della pentola). Rimettete sul fuoco per un paio di minuti. Spegnete e mettete il composto in una siringa da pasticcere.
Foderate di carta da forno una teglia e create dei cerchi concentrici di pasta. Ogni disco di pasta dovrà poi essere sormontato da un circoletto di pasta che darà “spessore” al bignè e dove, dopo averli cotti, inserirete la crema pasticcera.

Mentre cuocete in forno i bignè (a 200° per circa 20 minuti) preparate la crema pasticcera.
In un pentolino mettete il latte e la farina. Mescolatela con una frusta a mano facendo attenzione che non si formino grumi.
Fate cuocere a fuoco medio sempre mescolando, aggiungete i tuorli d’uovo e lo zucchero.
Prima che la crema addensi aggiungete il bicchierino di limoncello che donerà il profumo alla crema pasticcera.
Fatela rapprendere e spegnete quando avrà raggiunto la consistenza che preferite (se è troppo liquida ammorbidirà i bigne……se è molto soda potrete farcirli usando la siringa da pasticcere.
Io ho scelto una consistenza media, per poterli farcire semplicemente usando un cucchiaino). Aggiungete su ogni Zeppola di san Giuseppe un’amarena sciroppata (scolata precedentemente dallo sciroppo) e spolverate con zucchero a velo. Servite subito. Si conservano in frigo al massimo per due giorni.

Si cucinano in un forno statico o ventilato?
Per la ricetta delle zeppole di San Giuseppe, è preferibile usare un forno statico perché col ventilato potrebbero deformarsi.

Le zeppole di San Giuseppe cotte in forno si conservano per una settimana chiuse in un contenitore ermetico ma, se farcite, vanno conservate in frigorifero per 2 giorni.

La Capitale del Medioevo, GRADARA

Nell’articolo precedente abbiamo già nominato questo meraviglioso borgo, ora insieme scopriremo la sua storia.

Gradara sorge sulle colline a sud della Romagna, alle spalle della riviera adriatica, dove la regione confina con le Marche.

Le origini del borgo risalgono al Medioevo, un’epoca storica movimentata da battaglie e numerosi cambiamenti a livello polico, ma dove Gradara rimane un punto strategico di grande importanza.

In alcuni documenti del trecento il castello di Gradara risulta essere possedimento in mano dei Malatesta, i signori che riuscirono a portare all’estensione attuale la struttura che, da fortilizio militare divenne luogo di piacevole soggiorno. Oltre al essere un avamposto militare, la Rocca fu una residenza raffinata, come erano solitamente le corti rinascimentali, con ambienti ampi e affrescati con pitture legate all’antichità classica di eroi e ed episodi della mitologia greca, con particolari preziosi.

Il Castello di Gradara è noto per una storia che tanti di voi conosceranno, la storia d’amore fra Paolo e Francesca narrata per la prima volta da, Dante Alighieri nel suo divino poema. E’ nel girone dei Lussuriosi , esattamente V Canto dell’Inferno, che si trovano Paolo e Francesca, i due amanti che hanno reso famosa la Rocca conferendole un alone di mistero e leggenda.

Francesca da Polenta era figlia di Guido Minore Signore di Ravenna e Cervia decisa in sposa dal padre a Giovanni Malatesta detto Gianciotto che lo aveva aiutato nella battaglia contro i nemici. Per evitare che la giovane rifiutasse il prescelto mandaro a dare la notizia da Paolo il Bello fratello di Gianciotto.

Come aspettatosi la ragazza accettò subito ed il giorno delle nozze, pronunciò felice il suo “sì” senza sapere che Paolo la sposava “artificiosamente” per procura ossia a nome e per conto del fratello Giangiotto. Francesca con il tempo si mise il cuore in pace ma le sue giornate trascorrevano nella tristezza nonostante le visite da parte di Paolo rammaricato per l’accaduto.

Uno dei fratelli, Malatestino dell’Occhio, così chiamato perché aveva un occhio solo “ma da quell’uno vedeva fin troppo bene”, spiando, s’accorse degli incontri segreti tra Paolo e Francesca. E scoperti di conseguenza da Gianciotto si consumò il dramma.