Alla scoperta dei mercatini di antiquariato della Romagna


Una vacanza in Romagna è una scoperta, in tutti i sensi. Ogni luogo racconta qualcosa, e nei mercatini è possibile trovare oggetti curiosi e talvolta dimenticati che parlano delle nostre tradizioni. Dall’entroterra alla Riviera, ecco i principali appuntamenti con i mercatini dell’antiquariato romagnoli.

La casa del tempo a Santarcangelo di Romagna

La Casa del Tempo è un’occasione non solo per passeggiare tra bancarelle di oggetti vintage e da collezione, ma anche per visitare il centro storico di Santarcangelo: le sue vie, i suoi monumenti e i suoi musei, godendo dell’ospitalità di bar, bistrò, gastronomie e ristoranti: un’offerta di grande qualità, dalla prima colazione al dopocena.

L’appuntamento con i ricordi è ogni prima domenica del mese dalle 9 alle 19 in Piazza Ganganelli e Loggiato Comunale, tutti i mesi, incluso il mese di agosto.

San Giovanni in Marignano, il Vecchio e l’Antico

Anche San Giovanni in Marignano ospita il Mercatino mensile di antiquariato, modernariato e collezionismo.

Lo trovi nel centro storico, Via Vittorio Veneto, per scoprire tante cose antiche, vecchie e curiose.

Dal 1995, ogni quarta domenica del mese esclusi luglio e agosto. 

Riccione, Il Baule dei Ricordi

Bancarelle colme di oggetti curiosi e talvolta dimenticati, alla ricerca di affari e di rarità: monete e banconote, bigiotteria, bronzi, calendari, carte geografiche, cartoline, quadri, ceramiche e vetri, chiavi, dischi in vinile, filatelia e storia postale, fotocamere, fumetti, giocattoli, libri antichi, macchine da scrivere, orologi, porcellane, santini, stampe d’epoca, strumenti musicali, carte telefoniche radio a valvole ecc. ecc.

A Riccione il Baule dei ricordi ti aspetta ogni seconda domenica del mese, esclusi i mesi estivi.

Rimini, Rimini Antiqua 

Il centro storico ospita in Piazza Tre Martiri, via IV Novembre e parte di Corso d’Augusto una mostra mercato di oggetti antichi, moderni e vintage in cui è possibile trovare una vasta selezione di oggetti di ceramica, vetro, libri, mobili, gioielli, argenteria e oggetti vari.

L’appuntamento con Rimini Antiqua è ogni ultima domenica del mese dalle 9:00 alle 18:30, eccetto luglio e dicembre, mentre in marzo ci troverete il giorno 19.

European Tango Flag, Black Flag, Elettra Lamborghini…gli eventi di musica in giugno e luglio a Bellaria

Bellaria Igea Marina non si ferma mai. I riflettori si accendono su una serie di eventi musicali adatti a tutte le età.

🎶 🎸 MERCOLEDI’ 14 GIUGNO, Beky Bay, Via A.Pinzon 227

I BLACK FLAG, la band che ha fatto la storia dell’hardcore punk, arriva sulla spiaggia del Beky Bay!

Una band che ha un nome e una storia lunga oltre 40 anni; negli anni, a fianco del fondatore e chitarrista Greg Ginn, sono passati Keith Morris, Henry Rollins, Dez Cadena e altri personaggi di spicco della scena hardcore americana. La musica prodotta dai Black Flag ha contribuito enormemente a stabilire le linee guida e le convenzioni musicali del genere hardcore.

🎶  VENERDI’ 23 GIUGNO, Beky Bay, Via A.Pinzon 227

GUAPA, Special Guest Boro Boro.

💃 DAL 29 GIUGNO AL 2 LUGLIO, torna al Palacongressi di Bellaria Igea Marina il Campionato europeo di tango – ​EUROPEAN TANGO CUP

L’’evento più atteso dai tangueri di tutta Europa!

🎉 DOMENICA 9 LUGLIO, Piazzale Capitaneria di Porto, ore 21.30
Ingresso gratuito.

Live Show di ELETTRA LAMBORGHINI, una delle celebrità più amate dalle nuove generazioni, per una serata a ritmo delle sue hit più famose!


Un itinerario fra Natura e Arte: da Bellaria a Villa Torlonia

La riviera romagnola è famosa per il mare e le attività in spiaggia, e non tutti conoscono le bellezze e i gioielli a pochi chilometri da noi.

Da Bellaria ad esempio, risalendo la foce del fiume Uso e poi del Rio Salto, si arriva attraverso un percorso con segnaletica CAI fino a San Mauro Pascoli e precisamente a Villa Torlonia, oggi diventato un Museo dedicato ad uno dei principali poeti della fine del 900.

Il percorso che consigliamo parte proprio da Bellaria, sull’argine destro del fiume Uso, ed è consigliato percorrerlo sia in bici che a piedi.

Andata e ritorno sono circa 12 chilometri, ma la passeggiata e il paesaggio lo meritano. Lungo il sentiero è presente una cartellonistica con le informazioni per arrivare alla “Torre”.

Superato il sottopasso della SS 16 si segue la pista ciclopedonale fino a raggiungere la località Castrum Lusi. Qui si attraversa una passerella in legno, si devia a sinistra e ci si porta sull’argine sinistro del fiume fino a raggiungere la confluenza col Rio Salto.

Percorrendo l’argine del Rio Salto si giunge al ponte di Podere Isola dove si gira a destra su strada asfaltata. Il Rio rimane sulla destra. Si prosegue su sterrato, si oltrepassa sulla destra casa La Raschina fino ad arrivare all’innesto con Via Viona.

A questo punto si va a destra su strada asfaltata fino alla diramazione per Villa Torlonia prima del ponte sul Rio Salto; qui si va a sinistra e si raggiunge “La Torre”, il termine con cui gli abitanti di San Mauro indicano la Villa.

Consigliamo questa passeggiata perché è una vera e propria immersione fra la natura e la cultura.

Il percorso è indicato anche per famiglie con bambini e una visita a Villa Torlonia è un’esperienza di pura poesia.

Aria, acqua o su terra, gli sport in Riviera

Sei in vacanza in Romagna e improvvisamente inizi a pensare a come trascorrere una piacevole giornata all’insegna dello sport….Non preoccuparti le soluzioni sono molteplici! 🙂

Non stiamo parlando solo di sport classici come il tennis, il calcio, il nuoto, e la palestra, praticabili ovunque!

Ma iniziamo dalle nostre spiagge, grandi palestre all’aperto che offrono la possibilità di praticare tutti gli sport in costume; partiamo dal beach volley al beach tennis fino al beach soccer.

Diversi stabilimenti balneari offrono la possibilità di partecipare sin dall’alba a corsi di ginnastica o yoga e per chi ama gli sport acquatici troverete diversi punti di ritrovo dove poter assistere ai corsi in mare. Dalla vela al windsurf, passando dal kitesurfing fino al diving.

Per gli amanti della natura invece, in pianura e sui rilievi collinari è presenta una grossa rete di percorsi da fare a piedi o in mountain bike, o con le moderne e-bike da affittare anche sul posto.

I centri sportivi a Bellaria

  1. Tennis
    – Centro Tennis Venustas: 4 campi in terra rossa, scuola tennis e tennis camp dedicato ai bambini. (Via Luzzatti, 10 – Igea Marina – tel. 0541 332522).
    – Mare Tennis: 2 campi in terra rossa; possibilità di lezioni con istruttori di primo e secondo grado; lezioni per bambini a partire dai 6 anni e corsi di perfezionamento per i più grandi. (Via Panzini, 225 – Bellaria – mob. 347.3480155).
  2. Lago La Valletta
    Lago per pesca sportiva con 3 campi da calcetto sintetici illuminati e riscaldati, sala giochi, parco giochi per i più piccoli con vista lago. (Via Garibaldi, 2 tel. 0541 330860 – facebook.com/Lago-La-Valleta).
  3. Stadio Comunale e Centro Sportivo “Enrico Nanni”
    2 campi da calcio di cui uno illuminato, palestra, pista di atletica leggera, campo da pallavolo, campo da basket. (Vicolo G. Rossini, Bellaria – tel. 0541.340184).
  4. Gelso Sport
    Centro sportivo immerso nel Parco del Gelso, con piscina per bambini e per adulti, centro medico e riabilitazione, Termarium e centro fitness. (Via N.Bobbio, 5 – Bellaria – tel. 0541 332184 – gelsosport.it).
  5. Circolo Velico Rio Pircio
    Organizza corsi di vela e wind surf a partire da 6 anni. (Viale Pinzon, 227 – Igea Marina – circolo-velico.com).

Che mondo sarebbe senza la mamma?

La mamma è una figura speciale nella nostra vita, ci sostiene quando siamo tristi, ci incoraggia quando siamo giù di morale e ci dà sempre buoni consigli.

È una presenza costante che ci protegge e ci aiuta a raggiungere i nostri obiettivi e ci offre una rete di sicurezza ricordandoci che per quanto possiamo sbagliare, ci sarà sempre qualcuno pronto ad accoglierci con amore incondizionato.


L’origine della festa della mamma risale a tempi antichi, quando gli antichi Greci e Romani veneravano le divinità Rheia e Kybele.

Nel corso del tempo questa celebrazione ha subito trasformazioni e oggi viene celebrata in tutto il mondo, ma in maniera differente.


In Italia l’origine della storia della festa della mamma risale al 24 dicembre 1933 quando si iniziò a celebrare “La Giornata della Madre e del Fanciullo”, ma è solo nel 1956 che le mamme iniziarono a celebrarsi nel mese di maggio.


Oggi vogliamo farvi scoprire 5 curiosità su questa celebrazione:

  • Ci sono 2,2 bilioni di mamme in tutto il mondo!
  • Nella maggior parte delle lingue del mondo la parola “madre” inizia sempre con la lettera “m”.
  • Tra i regali che la maggior parte delle mamme riceve in questa occasione ci sono i fiori, i gioielli e i cioccolatini.
  • Si stima che gli uomini spendano più o meno il 35% in più rispetto alle donne, per il regalo della mamma. Quindi c’è una ragione se diciamo “cocco di mamma”
  • La festa della mamma è la terza festa più celebrata nel mondo ( opo Natale e Pasqua).

E voi, che sorprese fate e come festeggiate la festa della mamma?

Lo Street Art a Bellaria – Igea Marina

Bellaria sa sorprendere ed essere sempre al passo con i tempi. È stata una delle prime località della riviera a chiudere le strade al traffico in favore di un’area pedonale che dal mare conduce direttamente al suo centro, trasformando il Viale dei Platani in una passeggiata tra alberi fioriti, negozi e locali che si affacciano sulla strada.

Un vero e proprio centro commerciale all’aria aperta  che non perde la sua identità grazie alle iniziative culturali del Cinema Teatro Astra, della Biblioteca Polifunzionale Alfredo Panzini, del Museo della Radio d’Epoca.

Oggi Bellaria è conosciuta e apprezzata anche per i suoi itinerari di Street Art, un progetto che nasce nel 2021 con il BIM STREET ART FESTIVAL – I MURI CHE NON TI ASPETTI e che ha saputo dare ai moderni artisti urbani, un contesto e un luogo per la realizzazione dei murales.

I murales sono una forma d’arte che fonda le sue origini nella preistoria, e che nel corso del tempo si è evoluta e successivamente diffusa negli anni ‘70 a NewYork, grazie ai numerosi movimenti culturali e artistici e nel 2000 è stato l’inglese Banksy ad affermarla definitivamente come forma d’arte.

Il Comune di Bellaria nel 2021 ha destinato alcune facciate ed edifici storici come tela a cielo aperto dove realizzare dei bellissimi murales, oggi diventati anche oggetto di itinerari turistici.

Il precursore di queste opere è stato il bellariese  Gola Hundun che ha realizzato il grande dipinto sulla facciata frontale del Palazzo del Turismo.

L’opera dal titolo “Effetti dell’azione incosciente” è un invito a riflette sulle conseguenze delle politiche attuate dall’uomo che portano allo sfruttamento di risorse preziose, come ad esempio le barriere coralline, ed è un invito a cambiare stile di vita.

Dove ammirare le opere di Street Art a Bellaria?

Sulle facciate del centro storico in zona porto, sulle pareti del sottopasso di via Uso ci sono le opere realizzate da Ermes Bichi e Andrea Casciu.

In via Salemi proprio davanti alla spiaggia, la torretta dell’Enel vanta l’opera dell’artista Luogo Comune.

In via Ravenna, tra i palazzi il parco e il centro culturale troviamo l’opera del writer Lume.

La sala Polivalente del Parco del Gelso si arricchisce invece dell’opera di MrFijodor.

Va detto che Bellaria è sempre stata pionieristica per i murales e già nel 1994 passeggiando per i vicoli della Borgata Vecchia era possibile trovare tante opere a cielo aperto che raccontavano luoghi, ma soprattutto coloravano le vie, come nel caso della vecchia stazione ferroviaria.

Vuoi scoprire di più sulla nostra città?

Ti aspettiamo e siamo pronti a raccontarti tutte le meraviglie che puoi trovare!

Pagnotta pasquale, una tradizione di Romagna

La Pasqua è vicina e in tutti i forni locali inizia a sentirsi un meraviglioso profumo di Pagnotta, uno dei dolci per eccellenza tra i prodotti romagnoli.

Il suo sapore delicato e il suo profumo inebriante dovuto all’aggiunta di anice, la rendono perfetta in ogni momento della giornata, a colazione oppure a fine pasto.

La Pagnotta è originaria del comune di Sarsina, un paesino sulle colline romagnole e secondo la tradizione viene preparata durante la settimana santa e si serve in occasione della classica colazione pasquale, in accompagnamento a uova sode, salumi e formaggi.

Ecco qua la ricetta per prepararla nelle vostre cucine:

Ingredienti per 6 persone

  • 1 kg. di pasta di pane lievitata
  • 500 gr. di farina
  • 30 gr. di lievito di birra
  • 4 uova
  • 250 gr. di zucchero
  • 100 gr. di burro
  • scorza grattugiata di mezzo limone
  • latte q.b.

Procedura

Amalgamare la pasta di pane lievitata con la farina, le uova, il lievito di birra sciolto in un po’ di acqua tiepida, lo zucchero e la scorza del limone grattugiata.

Aggiungere tanto latte quanto basta per ottenere un impasto abbastanza morbido. Fate lievitare per almeno 12 ore.

Imburrate una tortiera con i bordi alti e versarvi l’impasto.

Scaldare il forno a 200° e fate cuocere il dolce per 40 minuti circa, fino a quando la superficie non risulterà di un bel colore dorato.

Siete già corsi ai fornelli? 🙂

Lo splendore del reale al Museo Gualtieri di Talamello

Siamo nella Valmarecchia, e più precisamente a Talamello, un borgo che raccoglie piccoli gioielli di arte e natura. 

Sono solo 38 i chilometri che separano Bellaria da Talamello, ma la meta merita il viaggio.

Talamello è conosciuto per il suo formaggio di Fossa, per la meravigliosa croce del 1300 di scuola giottesca posizionata all’interno della chiesa della città, una celletta con affreschi rinascimentali di scuola ferrarese e ultimo, ma non ultimo, il museo pinacoteca che raccoglie l’opera omnia di Fernando Gualtieri.

Il museo è stato inaugurato nel 2002 nei locali dell’ex Teatro Amintore Galli, già chiesa medioevale e riunisce più di 50 opere donate al Comune dall’artista che è ancora vivente.

Fernando Gualtieri è un artista di fama internazionale che vive fra Parigi e Viserba, sulla costa romagnola, apprezzato, oltre che in Europa, anche in America, Cina e Giappone, culture che ha riportato nei suoi dipinti.

Gualtieri è stato riconosciuto dalla critica come “il maestro dello splendore del reale” e una visita al museo è in effetti un viaggio fra mondi e culture che l’artista ha voluto celebrare attraverso ricchi broccati, velluti preziosi, ricami iperrealisti.

Entrare nel museo di Talamello è un’esperienza, un viaggio nella memoria di un’artista che è stato un insolito catalizzatore di luce, che ha dipinto il reale e l’irreale in una cascata di colori e di luce.

Significa immergersi nelle poesia della moglie, che ancora oggi lo accompagna nei suoi viaggi, valorizzare ciò che si ama nobilitandolo di giusta luce, cogliendone l’essenzialità e l’anima.

Buon viaggio e buona visita a Talamello!

Marzo celebra il papà e la donna

L’8 marzo ricorda ogni anno le conquiste sociali, economiche e politiche ancora le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in ogni parte del mondo.

Chi ha inventato la festa della donna?

La prima Giornata Nazionale della donna venne celebrata il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti per iniziativa del Partito Socialista Americano, che scelse questa data in memoria dello sciopero di migliaia di camiciaie newyorkesi che, l’anno prima, avevano rivendicato con forza migliori condizioni di lavoro.

Nel settembre 1944 a Roma è stato istituito l’UDI, Unione Donne Italiane, e si è deciso di celebrare il successivo 8 marzo la giornata della donna nelle zone liberate dell’Italia. Dal 1946 è stata introdotta la mimosa come simbolo di questa giornata. Una scelta che si deve alla stagione di fioritura di questo fiore, che avviene sempre nei primi giorni di marzo, e ai suoi costi, abbastanza contenuti. Il giallo, inoltre, è il colore che rappresenta il passaggio dalla morte alla vita, diventando così metafora delle donne che si sono battute per l’uguaglianza di genere.

Ma cosa possiamo preparare come dessert o per colazione l’8 marzo?

Un dolce semplice ma davvero delizioso.

La torta alla mimosa, un dolce fatto con un soffice pan di Spagna che, diviso in 3 dischi, diventerà anche la decorazione della torta, da farcire con la crema diplomatica.

Ogni anno, il 19 di marzo, arriva un’altra emozionante ricorrenza: la Festa del papà detta anche festa del babbo.

Ideata per ricordare l’importanza che questa figura ha per ognuno di noi ha come giorno di riferimento proprio il 19 marzo, giornata religiosa dedicata a San Giuseppe padre putativo di Gesù e simbolo della figura paterna.

Le origini di questa festa risalgono ai primi decenni del XX secolo per festeggiare la paternità e i padri in generale. E’ poi papa Leone XIII che a fine 800′ proclama San Giuseppe protettore dei padri di famiglia.

In Italia e nella tradizione cristiana si celebra il 19 marzo, dunque, ma nel resto del mondo ricorre in altre date: in Serbia si celebra il 6 gennaio, nei Paesi che seguono la tradizione anglsassone la terza domenica di giugno. In Nuova Zelanda e in Australia è la Festa del papà la prima domenica di settembre. 

C’è poi la parte golosa di questa ricorrenza perchè i dolci non possono mai mancare sulle tavole degli italiani 🙂

Tra i dolci della festa del papà, famose sono le zeppole napoletane frittelle farcite con crema e marmellata di amarene. Per poi passare ai i Bignè di San Giuseppe di Roma fino alle frittelle di riso cotte nel latte e aromatizzato con spezie e liquore di Umbria e Toscana.

Non è finita qui perchè in Emilia si prepara la raviola, dolce di pasta frolla ripieno di marmellata o crema, mentre in Sicilia ci sono diverse specialità, dalle zeppole di riso alle sfince di San Giuseppe, una frittella morbida ripiena di ricotta di pecora e scorze d’arancia.

Insomma un modo per regalare un sorriso a tutti i papà d’Italia lo si trova senza alcun dubbio…… BUONA FESTA DEL PAPA’ 🙂

5 Curiosità su San Valentino

San Valentino è una delle feste più romantiche dell’anno, a partire dal 14 febbraio, le persone in tutto il mondo si ritrovano a celebrare l’amore. Eppure, in qualche modo,
San Valentino è un mistero. La sua origine rimane avvolta nella nebbia, sebbene ci siano diversi miti che provano a spiegare la sua origine.

Quindi, cosa sappiamo realmente di questa festa?

Oggi vogliamo farvi scoprire 5 curiosità che forse non conoscevate sulla ricorrenza più romantica che ci sia:

Il cuore non è sempre stato visto come una forma romantica


Fino al XIV secolo, il cuore era considerato solo l’organo anatomico, che si pensava fosse la dimora della memoria umana. Tuttavia, quando gli artisti e i poeti italiani e francesi iniziarono a propagare l’idea dell’amor cortese, il cuore divenne un segno di passione e di romanticismo.

Il cioccolato da oltre cento anni


Se non si regalano rose molto spesso si regalano cioccolatini. La tradizione di donare per San Valentino questo dolce risale al lontano 1868, grazie al magnate del
settore dolciario Richard Cadbury.


Il numero di rose perfetto

Le rose rosse rappresentano il simbolo universale dell’amore, un regalo perfetto per il giorno di San Valentino. Gli appassionati di fiori però sanno che anche in questo campo non si possono trascurare le logiche numeriche. Infatti regalare una rosa rossa significa colpo di fulmine, con tre rose si esprime il primo “ ti amo “, con sette rose si ufficializza il fidanzamento, dodici rose hanno il significato di voler rimanere per sempre con il proprio partner, con quindici rose ci si vuol far perdonare per dei torti commessi e infine regalare cento rose significa devozione totale.

La numerologia dell’ 8

La festa di San Valentino è stata istituita il 14.02.469 la cui somma totale di tutti i numeri produce un 8, il numero che simboleggia l’infinito, come per voler dire che l’amore vero non ha mai una fine.

Lettere a Giulietta

Ogni anno per San Valentino, centinaia di persone da tutto il mondo, scrivono per avere una parola di conforto o semplicemente per condividere un momento di felicità, alla casa di Romeo e Giulietta in centro a Verona. Siccome il ritmo di queste lettere è molto alto in questo giorno, è stata creata una cassetta apposita dedicata a Giulietta, per incasellare le lettere degli innamorati. Cassetta che giornalmente viene consegnata alle volontarie del “Juliet Club” , che rispondono alle missive firmandosi con il nome di Giulietta Capuleti.

Così, questo 14 febbraio, prendetevi un momento per celebrare l’amore, la gentilezza e l’amicizia e per mostrare agli altri quanto apprezziate la loro presenza nella loro vita.

E ricordatevi che l’amore non ha confini!